venerdì 6 ottobre 2017

My cousin Rachel (mia cugina Rachele)


Non ho letto molte cose di Daphne du Maurier ma ho di lei una profonda stima. Questo film è tratto dal suo romanzo omonimo del 1951 e ne era già stata realizzata una versione cinematografica che vedeva come protagonisti Olivia de Havilland e un Richard Burton al suo esordio. Non ricordo se l'ho visto perchè purtroppo non mi diletto di vecchie pellicole da molto tempo. Impossibilitata a fare paragoni di sorta, mi sono dunque goduta la versione più recente, nella quale invece recitano Rachel Weisz e Sam Claflin. La storia si basa sulla paranoia e sull'ambiguità e mi sembra che il film riesca a rendere bene quest'atmosfera. Il protagonista, Philip Ashley, è stato adottato dal cugino Ambrose dopo che è rimasto orfano. I due sono sempre stati soli perchè Ambrose non si è mai interessato alle donne, per cui Philip è oltremodo meravigliato quando Ambrose, che su consiglio del medico si è recato in Italia per migliorare la propria salute, gli scrive dicendo che ha incontrato la loro cugina Rachele e, dopo qualche tempo, gli annuncia il loro matrimonio. Un giorno però arriva una strana missiva in cui un delirante Ambrose dice di non fidarsi più di nessuno e che Rachel è il suo tormento. Allarmato, Philip si fionda a Firenze per scoprire che Ambrose è morto e Rachel si è eclissata. Viene informato che il cugino aveva un tumore al cervello che gli causava paranoia e crisi violente, ma egli si convince che la causa della sua morte sia da imputarsi a Rachel. Quando la donna fa ritorno in Inghilterra, Philip non vede l'ora di incontrarla per fargliela pagare, invece se ne innamora come un pollo, salvo poi farsi prendere nuovamente dai sospetti davanti a quelli che gli sembrano degli strani comportamenti. Alla fine la domanda di partenza resta senza risposta: è stata lei o non è stata lei?

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