mercoledì 25 ottobre 2017

Il fratellastro -Lars Saabye-Christensen


«Grazie mille!»
Ero in punta di piedi. Mi allungai il più possibile e presi il resto, venticinque centesimi. Esther si sporse dallo stretto sportello, mise la mano grinzosa tra i miei riccioli biondi e ve la lasciò per un po'; non che a me facesse particolarmente piacere, ma non era nemmeno la prima volta, perciò cominciavo a farci l'abitudine.

Ecco un libro con la L maiuscola. Un Signor Libro, insomma, e non solo per via delle settecento e rotte pagine. Si tratta di un romanzo complesso che analizza una famiglia un po' particolare, dalle dinamiche strane, e soprattutto scava nel rapporto fra i due fratellastri (che hanno la madre in comune), rapporto che non è chiaro da definire. Il minore, Barnum, che è anche la voce narrante, è insieme affezionato e intimorito, il fratellastro del titolo, ovvero Fred, pare oscillare tra amore e odio. Fred è davvero difficile da inquadrare; è nato dallo stupro della madre ad opera di uno sbandato proprio il giorno che la Norvegia festeggia la fine della Seconda Guerra Mondiale. La donna si chiude nel mutismo e non racconta nulla di quanto le è successo, solo la nonna intuisce che ci sia qualcosa che non va e il medico ubriacone si accorge della gravidanza solo quando è troppo tardi. Così nasce Fred che, circondato dall'omertà famigliare, finisce per capire dalle chiacchiere dei vicini  che nella sua venuta al mondo c'è qualcosa di oscuro. E' questo probabilmente che sta alla base del suo comportamento distaccato, a tratti ostile, come di uno che, odiando sè stesso, desideri essere odiato anche dal resto del mondo. Barnum invece è figlio di un matrimonio legittimo; il padre è un avventuriero più bravo con le parole che con i fatti, un uomo a suo modo affascinante che conquista sua madre malgrado la statura molto al di sotto della media. Lo stesso Barnum eredita la bassa statura, cosa che lo assillerà per tutta l'infanzia e l'adolescenza. Ci sarebbe da dire anche delle donne (sua madre, sua nonna, la sua bisnonna), ma non ha senso che stia a fare un racconto dettagliato della trama. Basti dire che si è trattato di una lettura profonda e coinvolgente, riflessiva eppure in qualche modo leggera, grazie allo stile quasi delicato con cui vengono narrate vicende spesso tragiche. Vivamente consigliato. 

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