martedì 31 ottobre 2017

ottobre variegato

Ottobre si conferma uno dei miei mesi preferiti, ricco di cose da fare, e tra l'altro a questo giro il tempo è stato quasi sempre buono e le temperature si sono mantenute tanto gradevoli da permettermi di protrarre le letture in balcone. Me ne sono anche andata a zonzo spesso e volentieri, a volte da sola e a volte in compagnia.

mele grandi quanto ciliegie!

Per esempio, col marito sono stata alla Festa dei Frutti Dimenticati di Casola Valsenio dove abbiamo fatto shopping selvaggio: castagne, ricotta al forno, savor (una marmellata ottenuta aggiungendo al mosto d'uva i frutti un po' ammaccati che in autunno sono rimasti sulle piante), cotognata, birra artigianale e vino di vitigni rari e ripescati. Non potevamo non preoccuparci anche del dessert, per cui strudel per mariti e figli, per me peschine dolci farcite con la marmellata di castagne. Un'altra volta si potrebbe restare per cena, che agli stand c'era una succulenta selezione per niente vegana. Tornando a casa l'abbiamo presa larga e ci siamo concessi il gran tour delle colline e dei calanchi con sosta fotografica, of course. Poi a Casola ci siamo tornati pure la settimana dopo per visitare il Cardello e, visto che era presto, siamo arrivati fino a Monte Battaglia; peccato per la foschia, il panorama di lassù sarebbe stato bellissimo. Col panorama siamo stati più fortunati in un'altra occasione: c'era stato un forte temporale la notte prima e con l'aria ripulita la vista da Monte Mauro era perfetta, abbiamo intravisto perfino il profilo delle Alpi, oltre che i soliti grattacieli sulla costa.


A Bagnacavallo invece c'era una mostra su Goya, molto interessante, anche se viene da chiedersi che cosa si calava per produrre delle immagini così disturbate e disturbanti. Per Bagnacavallo abbiamo poi fatto due passi in quanto è una cittadina che merita a prescindere dal nome divertente - da bambina mi avevano fatto credere che effettivamente ci si trovassero degli equini a mollo.


il tempietto di Villa delle Sirene

Grazie alle visite guidate organizzate dalla Proloco, abbiamo fatto un'incursione nel parco di Villa delle Sirene, di proprietà di uno dei ricconi locali. La villa di per sè è off limits perchè abitata, ci hanno fatto entrare giusto nell'oratorio; il parco è una meraviglia, ci sono pure i fenicotteri rosa e un'isolotto per le passeggiate romantiche (pare che nell'Ottocento andassero molto).



Oltre alla gita a Milano, sono stata anche a Ferrara a vedere la mostra delle foto vincitrici del World Press Photo. Sono immagini forti che richiedono un certo conforto spirituale successivo, per cui dopo ho fatto ciò che non mi è riuscito a Milano, ovvero sbafarmi un bel pasto coreano. Restando in argomento di foto, in ottobre ho anche fatto la mia seconda mostra fotografica. Insomma, non si può dire che sia stato un mese noioso!

venerdì 27 ottobre 2017

Anna vs Anna vs Anna


Spesso mi capita di fissarmi con qualcosa e finisce che me lo sorbisco declinato in tutte le salse. Per esempio, qualche tempo fa una delle mie amiche di penna giapponesi ha tirato fuori Anna dai Capelli Rossi. Per chi non lo sapesse, l'anime che arrivò da noi nei gloriosi anni Ottanta era tratto dalla serie di libri scritti da Lucy Maud Montgomery agli inizi del 1900 (Anne of Green Gables, Anne of Avonlea, Anne of the Island, ecc). Non ho idea della popolarità che abbiano goduto da noi, ma pare che i giapponesi li abbiano amati parecchio (del resto non ne avrebbero tratto un anime sennò, o almeno credo), e comunque li ama parecchio la mia amica. Insomma, mi è tornato in mente l'anime, che guardavo e che mi piaceva, e non so come da lì sono arrivata alla serie TV prodotta dai canadesi a partire dal 1985 in tre diverse rate, ovvero: appuratane l'esistenza e scatenata la curiosità, è partita l'inutile ricerca in rete e l'unica cosa che sono riuscita a trovare è stato un cofanetto omnicomprensivo con i sottotitoli in olandese. 

Megan Follows (Anna) e Jonathan Crombie (Gilbert)

Mi ci è voluto un po' per decidermi a guardarlo, e non perchè nel frattempo stessi studiando l'olandese, ma solo perchè cercavo di aver fiducia nel mio inglese che, se a leggerlo e scriverlo non mi dà problemi, a comprenderlo nel parlato è un altro paio di maniche. Comunque sia, alla fine mi sono vista il tutto e me lo sono molto goduto, anche se a volte non capivo una cippa. Ho trovato molto ben riuscite le prime due serie, mentre la terza, che non ho nemmeno capito quanto sia fedele ai libri e quanto inventata di sana pianta, se la potevano risparmiare. Gli attori protagonisti mi sono sembrati molto azzeccati, specialmente Megan Follows nel ruolo di Anna.


Naturalmente sono stati tratti altri film da questi libri, difatti quando mi è capitato di imbattermi in un film per la TV, sempre canadese, del 2016 non ho resistito e ho deciso di guardarlo. In realtà è saltato fuori che anche questa è una serie, ma non so se riuscirò mai a vedere gli altri episodi. Molto carino anche questo, anche se la versione di trent'anni fa la preferisco decisamente. Gli attori sono ugualmente bravi, però il primo cast corrisponde maggiormente all'idea che mi ero fatta dei personaggi, inoltre nella serie di trent'anni prima il ritmo era più brioso e ironico, e, senza nulla voler togliere a Ella Ballentine, Megan Follows rimane insuperata.



Si vede comunque che l'argomento ultimamente è tornato in voga, perchè Netflix a sua volta ha prodotto una serie, che non so se sarà seguita da altre, e vuoi che non mi guardi pure quella? Ancora una volta sono i canadesi gli autori; la prima cosa da dire è che, delle tre, questa è certamente la produzione migliore sotto tutti gli aspetti tecnici. A livello di sceneggiatura sono stati aggiunti alcuni flashback sul passato di Anna e sono state fatte aggiunte e modifiche, il tutto allo scopo di essere più realistici; la cosa funziona, la conseguenza è che si vira decisamente sul drammatico. Anche la Anna di questa versione, ovvero la quindicenne irlandese Amybeth McNulty, è molto brava, così come gli altri interpreti (mi è piaciuta molto Geraldine James, ovvero la Marilla più bisbetica di sempre). Alla fin fine però continuo a preferire la versione del 1985, con Anna che mi faceva morire dal ridere.

mercoledì 25 ottobre 2017

Il fratellastro -Lars Saabye-Christensen


«Grazie mille!»
Ero in punta di piedi. Mi allungai il più possibile e presi il resto, venticinque centesimi. Esther si sporse dallo stretto sportello, mise la mano grinzosa tra i miei riccioli biondi e ve la lasciò per un po'; non che a me facesse particolarmente piacere, ma non era nemmeno la prima volta, perciò cominciavo a farci l'abitudine.

Ecco un libro con la L maiuscola. Un Signor Libro, insomma, e non solo per via delle settecento e rotte pagine. Si tratta di un romanzo complesso che analizza una famiglia un po' particolare, dalle dinamiche strane, e soprattutto scava nel rapporto fra i due fratellastri (che hanno la madre in comune), rapporto che non è chiaro da definire. Il minore, Barnum, che è anche la voce narrante, è insieme affezionato e intimorito, il fratellastro del titolo, ovvero Fred, pare oscillare tra amore e odio. Fred è davvero difficile da inquadrare; è nato dallo stupro della madre ad opera di uno sbandato proprio il giorno che la Norvegia festeggia la fine della Seconda Guerra Mondiale. La donna si chiude nel mutismo e non racconta nulla di quanto le è successo, solo la nonna intuisce che ci sia qualcosa che non va e il medico ubriacone si accorge della gravidanza solo quando è troppo tardi. Così nasce Fred che, circondato dall'omertà famigliare, finisce per capire dalle chiacchiere dei vicini  che nella sua venuta al mondo c'è qualcosa di oscuro. E' questo probabilmente che sta alla base del suo comportamento distaccato, a tratti ostile, come di uno che, odiando sè stesso, desideri essere odiato anche dal resto del mondo. Barnum invece è figlio di un matrimonio legittimo; il padre è un avventuriero più bravo con le parole che con i fatti, un uomo a suo modo affascinante che conquista sua madre malgrado la statura molto al di sotto della media. Lo stesso Barnum eredita la bassa statura, cosa che lo assillerà per tutta l'infanzia e l'adolescenza. Ci sarebbe da dire anche delle donne (sua madre, sua nonna, la sua bisnonna), ma non ha senso che stia a fare un racconto dettagliato della trama. Basti dire che si è trattato di una lettura profonda e coinvolgente, riflessiva eppure in qualche modo leggera, grazie allo stile quasi delicato con cui vengono narrate vicende spesso tragiche. Vivamente consigliato. 

lunedì 23 ottobre 2017

Poldark: chi era costui?


Quando ero in Inghilterra, mi capitò tra le mani un ospuscolo con un itinerario nei luoghi dov'era stato girato Poldark. Il nome mi suonava familiare ma in quel frangente non riuscii a ricordare chi fosse. Tornata a casa, ho scoperto che si tratta del protagonista di una serie di libri scritti dal popolare (all'estero) Winston Graham e da noi inediti fino a poco tempo fa. Questo Winston Graham è anche l'autore di Marnie, da cui venne tratto l'omonimo film di Alfred Hitchcock. Dalla saga di Poldark era già stata tratta una serie televisiva tra il 1975 e il 1979, e dev'essere per via di questa che il nome mi suonava familiare. A dire il vero non ricordo di averla vista, ma ero molto giovane all'epoca e l'avrò dimenticata. Comunque sia, c'erano elementi a sufficienza perchè mi incuriosissi e decidessi di vedere la serie nuova, prodotta a partire del 2015 e arrivata alla terza stagione (la quarta dovrebbe andare in onda l'anno prossimo). Agli inglesi ho sempre invidiato gli sceneggiati della BBC (vedi anche Sherlock) e la visione di questi episodi ha rafforzato tale sentimento.


La storia è incentrata su Ross Poldark che, dopo essere stato spedito come soldato a combattere durante la Guerra d'Indipendenza americana come punizione per la sua condotta sconsiderata, torna a casa e scopre che il padre è morto e le sue proprietà sono abbandonate; per giunta la fidanzata sta per sposare suo cugino. Per nulla abbattuto a causa della pessima situazione economica, si rimbocca le maniche e tenta di riaprire una delle miniere di sua proprietà, cosa che non sarà facile a causa di un nemico che farà di tutto per rompergli le uova nel paniere; anche la sfiga ci mette di suo. Riguardo alla vita privata, Poldark sposa una giovane popolana che ha raccattato per strada da ragazzina e che ha tenuto come serva presso la propria casa, Demelza. La giovane si dimostra preziosa per il suo buon cuore e per l'altrettanto buonsenso.


Ottimo il cast, che vede Aidan Turner nei panni di Poldark ed Eleanor Tomlinson in quelli dei Demelza. Si è anche voluto rendere un omaggio alla prima serie, il cui di allora protagonista Robin Ellis qui appare come un rigido giudice. So che la prima serie ha avuto un grandissimo successo; non sono in grado di fare paragoni e francamente al momento non ho voglia di sbattermi per cercarla. Mi accontento di questa che mi piace molto anche per i luoghi bellissimi in cui è stata girata, per non dire che apprezzo lo stile sobrio, dimostrazione che si può dire tutto senza necessariamente mostrare le chiappe XD

sabato 21 ottobre 2017

Il palazzo del vicerè


E' il 1947 e l'Inghilterra ha ufficialmente annunciato il suo ritiro dall'India. Per sbrigare tutte le questioni legate a questa partenza, viene inviato a Delhi il nuovo vicerè, Lord Mountenbatten, che arriva insieme alla moglie e alla figlia. Lord Mountenbatten è un uomo retto che vuole fare del suo meglio, ma si ritrova con una bella gatta da pelare. Difatti è in corso un cruento conflitto tra indù, sikh e musulmani; questi ultimi insistono perchè l'India venga divisa su basi religiose mentre gli indù vogliono mantenere l'unità. Da principio Lord Mountenbatten è di quest'idea, ma quando il conflitto aumenta egli si convince che l'unica maniera per fermare le violenze sia consentire la secessione, tanto che anche la data in cui l'Inghilterra cederà la sovranità al nuovo governo indiano viene anticipata. Purtroppo questo non servirà a nulla e addirittura Lord Mountenbatten scoprirà che la faccenda della secessione era già stata decisa due anni prima.


Confesso che il motivo che mi ha spinto ad andare a vedere questo film è stato la presenza di Gillian Anderson (che per me sarà sempre la mia amata Dana Scully) e solo in un secondo tempo ho realizzato che la regista Gurinder Chadha è la stessa che ha diretto quel piccolo cult che è Sognando Beckham. Indirettamente coinvolta in questa tragedia (per via della nonna), Gurinder Chadha ha voluto fare un resoconto accurato alternando vari livelli: la grande storia, ovvero quella fatta dai personaggi reali, e la storia d'amore tra l'indù e la musulmana che vuole essere una metafora del tutto. In mezzo ci stanno i cinquecento tra segretari, valletti, cuochi, soldati, ecc. che lavorano presso il palazzo del vicerè e che costituiscono un microcosmo esemplare dell'intero paese, riproducendone i conflitti così come i gesti di umanità e le assurdità burocratiche. Detto questo, il film non ha guizzi particolari e l'unica cosa veramente degna di nota è la bravura degli interpreti.

giovedì 19 ottobre 2017

il nuovo Sherlock


Considerato che leggo gialli fin dall'adolescenza, è sbalorditivo che non abbia mai affrontato sir Arthur Conan Doyle. Sospetto che il motivo sia nato proprio in quei teneri anni formativi poichè a quei tempi Sherlock Holmes aveva principalmente il volto di Peter Cushing, attore certamente bravo ma che non mi piaceva, e quindi lo associavo automaticamente al famoso detective finendo per farmi passare la voglia di leggere i libri. Ok, sono sempre in tempo, immagino che in biblioteca li abbiano. Invece ero curiosa di vedere la nuova serie prodotta dalla BBC in anni recenti, sia perchè ne avevo sentito parlare bene, sia perchè il protagonista è Benedict Cumberbatch che secondo me è bravissimo (e buonissimo, ma questo è un altro discorso e poi è questione di gusti XD). Questa serie, che finora è arrivata alla quarta stagione e conta anche uno speciale, è ispirata in maniera piuttosto libera al lavoro di Conan Doyle; mantiene alcuni elementi distintivi, però penso che si possa considerare una cosa a sè stante. A me è piaciuta molto e ho concluso che forse ciò è dipeso dalla mia ignoranza della materia originale; non ho idea di come l'abbiano accolta i fan duri e puri dei libri, per dire.

lunedì 16 ottobre 2017

perseverare è diabolico


Siccome dopo aver fatto una cazzata bisogna giustamente farne un'altra, sabato scorso ho varato la mia seconda mostra fotografica. Per motivi di budget l'ho fatta nello stesso posto dell'altra volta, ovvero la libreria delle signore simpatiche, ed ho pure riciclato le stesse cornici. Mi sarebbe piaciuto cambiare, ma siccome per me tutto ciò è solo un costo, mi è sembrato meglio accontentare il mio ego col minimo sindacale. Venendo alla mostra, avevo pensato di farla già poco dopo essere tornata dal Giappone, ma a decidere quali foto esporre ci ho messo mesi. Alla fine ho pensato di focalizzarmi su un aspetto in particolare, ovvero quelle cose che si incontrano nei templi e nei santuari e che agli occhi di noi occidentali appaiono in qualche modo strane. La seconda cosa difficile da decidere è stata se dare alla mostra un risvolto didascalico descrivendo per filo e per segno ognuna di queste cose o se lasciare ai visitatori la meraviglia dell'ignoranza. Avrei preferito quest'ultima opzione, ma poi ho pensato che magari qualcuno avrebbe voluto approfondire e così ho trovato una soluzione di compromesso producendo un catalogo ricco di spiegazioni per i più curiosi. Una mia amica ha tentato di convincermi a stamparne un tot per metterli in vendita, ma siccome non sono nè Henry Cartier-Bresson nè Creso, ho valutato che non valeva la pena spendere soldi per poi ritrovarmeli tutti invenduti. Invece mi sono divertita con il programma per l'impaginazione delle foto e ne ho fatti fare giusto un paio (uno me lo tengo per ricordo). Di nuovo niente inaugurazione e a questo giro anche niente caramelle. Non ho nemmeno creato l'evento su Facebook, limitandomi a postare la locandina sul mio profilo a beneficio di tre-quattro persone (delle quali probabilmente solo una verrà, le altre abitano lontano), tanto come visitatori vanno bene i quattro gatti dell'altra volta. Dopotutto, continuo a non essere una photographer XD

giovedì 12 ottobre 2017

il biglietto dimenticato


Viaggiare in treno per me è da sempre un piacere, ma con l'aumentare dei chilometri può essere dispendioso. Ecco perchè per le gita programmate acquisto i biglietti con largo anticipo in modo da averli al prezzo più basso possibile. Certo, è un rischio perchè se capita qualcosa e non parto, questo tipo di biglietto non viene rimborsato, inoltre non posso certo prevedere il tempo tre mesi prima. Devo dire però che finora mi ha detto culo e non mi sono mai trovata in mezzo a un uragano. Dunque doveva essere intorno all'11 di luglio quando ho preso un biglietto per Milano, pregustando una piacevole gita autunnale al Cimitero Monumentale. Poi è successo che tre mesi sono lunghi e ultimamente sono stata distratta da diverse cose, per cui a momenti me ne dimenticavo; fortuna che scrivo sempre tutto sulla mia fida agenda (l'Alzheimer docet).

l'interno dell'osteria

Ieri a Milano c'era il sole e un'elevata umidità, il che ha fatto sì che me ne stessi quasi sempre in camicia. Appena arrivata ho fatto il solito biglietto giornaliero per i mezzi in modo da poter andare avanti e indietro come mi pareva. Mi sono recata prima in Piazza Duomo perchè pareva che alla Rinascente vendessero le cartucce Impossible: non era vero, così ho fatto due passi in zona e poi mi sono avviata verso il ristorante. Avevo letto di un ristorante coreano e volevo provarlo, ma anche in questo caso Internet mi ha tradito perchè lo dava per aperto anche a pranzo e invece lo era solo a cena. A quel punto ho deciso di provare un posto che avevo appena adocchiato e che mi ispirava, e sono contenta di poter dire che il mio istinto ci ha preso di nuovo. L'Osteria dell'Utopia ha di particolare che si trova all'interno di una libreria dell'usato, quindi si mangia circondati dai libri; il menù poi è stato pensato per accontentare tutti, dai carnivori ai vegani, passando per i più moderati vegetariani. Io volevo stare leggera e quindi ho preso due piatti a base di verdure, finendo per mangiare come un troll come al solito. Vabbè, che ci posso fare? Si vede che è il karma.


Con la panza piena e una birra in corpo, mi sono infine diretta a visitare il benedetto Cimitero Monumentale, armata di una Pentax Spotmatic che provavo per la prima volta e di due rullini scaduti nel 2001, perchè a noi piacciono le sfide (e comunque, se proprio non dovesse essere venuto un cavolo, ci posso sempre tornare). La nuova linea della metro (che ho provato per la prima volta e che ti fa sembrare di essere in Europa) scarica proprio all'ingresso, quindi è molto comodo da raggiungere. All'interno ho trovato una sacco di bella roba e qualche centinaio di zanzare tigre, oltre ad altri turisti necrofili. Mi sono divertita, anche se a dirla così capisco che può suonare strano, e i due rullini sono finiti prestissimo.


Mancava poi ancora un'ora e mezza al treno del ritorno e a qual punto ho voluto concedermi uno svacco nella nuova Piazza Gae Aulenti dove non mi stanco mai di tornare; gelato, lettura della rivista che mi ero portata e poi via, di nuovo in metro per andare alla Stazione Centrale.

martedì 10 ottobre 2017

Le guerre del mondo emerso - Licia Troisi


La torre venne giù in un colpo solo. Si frantumò in miriadi di schegge di cristallo nero. La piana ne fu invasa, e tutti rimasero accecati per qualche istante.


L'ultimo invitato se ne andò a sera tardi. Era ubriaco e dovette essere accompagnato fuori da un servo. Sulana vide entrambi barcollare nel buio del giardino. L'uomo bofonchiava qualcosa che lei non riusciva a capire, forse una canzone lasciva.


Ho paura. Ho finito di preparare le mie cose poco fa. La sacca è sul letto. Dentro, tutti i libri che penso potranno servirmi; e poi ampolle, flaconi e il necessario per gli incantesimi. Il silenzio è così forte che mi fa male alle orecchie.

Devo dire che questa seconda trilogia mi ha piacevolmente stupito, quindi un grande applauso a Licia Troisi. La storia è ambientata quarant'anni dopo la fine di quella precedente e ripesca alcuni dei vecchi protagonisti, oltre a introdurne di nuovi. Se Le Cronache del Mondo Emerso mi erano piaciute ma non mi avevano entusiasmato, questi romanzi invece mi hanno coinvolto molto di più. Si vede che i personaggi principali mi sono stati più simpatici e che diverse cose erano più nelle mie corde. Mi è piaciuto soprattutto il primo libro, decisamente dark e sanguinolento. Un regista che sapesse il fatto suo ne potrebbe trarre un bellissimo film.

domenica 8 ottobre 2017

Il prezzo dei soldi - Petros Markaris


«La vita nella tomba hai portato, o Gesù».
La processione si ferma all'altezza del parlamento, prima di svoltare in via Othonos. I tre sacerdoti sono accompagnati da quattro fedeli che sostengono l'Epitaffio con il Lamento sul Cristo morto.

Markaris ha risolto la crisi della Grecia; una provvidenziale iniezione di liquidi ha riportato la fiducia nella gente e rimesso in moto l'economia grazie alla ripresa dei consumi. Mentre Charitos è impegnato a sbrogliare la matassa dell'assassinio di un trafficone prima e di un armatore poi, nessuno si chiede da dove venga tutto quel denaro, cosa che invece si rivela la domanda cruciale. Questo suo ultimo lavoro non sarà uno dei migliori, ma la rivelazione finale secondo me vale tutto il resto.

venerdì 6 ottobre 2017

My cousin Rachel (mia cugina Rachele)


Non ho letto molte cose di Daphne du Maurier ma ho di lei una profonda stima. Questo film è tratto dal suo romanzo omonimo del 1951 e ne era già stata realizzata una versione cinematografica che vedeva come protagonisti Olivia de Havilland e un Richard Burton al suo esordio. Non ricordo se l'ho visto perchè purtroppo non mi diletto di vecchie pellicole da molto tempo. Impossibilitata a fare paragoni di sorta, mi sono dunque goduta la versione più recente, nella quale invece recitano Rachel Weisz e Sam Claflin. La storia si basa sulla paranoia e sull'ambiguità e mi sembra che il film riesca a rendere bene quest'atmosfera. Il protagonista, Philip Ashley, è stato adottato dal cugino Ambrose dopo che è rimasto orfano. I due sono sempre stati soli perchè Ambrose non si è mai interessato alle donne, per cui Philip è oltremodo meravigliato quando Ambrose, che su consiglio del medico si è recato in Italia per migliorare la propria salute, gli scrive dicendo che ha incontrato la loro cugina Rachele e, dopo qualche tempo, gli annuncia il loro matrimonio. Un giorno però arriva una strana missiva in cui un delirante Ambrose dice di non fidarsi più di nessuno e che Rachel è il suo tormento. Allarmato, Philip si fionda a Firenze per scoprire che Ambrose è morto e Rachel si è eclissata. Viene informato che il cugino aveva un tumore al cervello che gli causava paranoia e crisi violente, ma egli si convince che la causa della sua morte sia da imputarsi a Rachel. Quando la donna fa ritorno in Inghilterra, Philip non vede l'ora di incontrarla per fargliela pagare, invece se ne innamora come un pollo, salvo poi farsi prendere nuovamente dai sospetti davanti a quelli che gli sembrano degli strani comportamenti. Alla fine la domanda di partenza resta senza risposta: è stata lei o non è stata lei?

mercoledì 4 ottobre 2017

Una separazione - Katie Kitamura


Cominciò tutto con una telefonata di Isabella. Voleva sapere dove fosse Christopher, e con grande imbarazzo fui costretta a dirle che non lo sapevo. Dovette sembrarle incredibile. Non le dissi che Christopher e io ci eravamo separati sei mesi prima, e che non sentivo suo figlio da quasi un mese.

Una storia particolare, quella narrata in questo libro, e che non ho capito molto bene dove voglia andare a parare. Il nocciolo della questione è che la protagonista si trova coinvolta nella ricerca del marito scomparso non perchè gliene importi qualcosa, ma perchè la loro separazione non è stata resa nota ed è quindi logico agli occhi del mondo che sia lei a preoccuparsene. Si reca così in Grecia dove cerca di ricostruire i movimenti dell'uomo e scopre che egli ha avuto una tresca con la ragazza della reception. Niente di nuovo, Christopher era un donnaiolo. Lo si ritrova però con la testa spaccata dopo quella che pare una rapina, e a quel punto anche i suoi genitori vanno in Grecia. La donna, che si muove quasi come anestetizzata per tutto il tempo, finisce per farsi condizionare dalla tragica e insensata fine del marito. Di certo si tratta di un libro ben scritto, per certi versi delicato, anche se non ha smosso nessuna delle mie corde.

lunedì 2 ottobre 2017

L'inganno (The beguiled)


Questo film è il remake dell'omonimo del 1971 che da noi venne distribuito col più pruriginoso titolo di "La notte brava del soldato Jonathan". Io fondamentalmente aborro i remake, ma poi capita la domenica piovosa in cui non hai nulla di meglio da fare, per non dire che cast e regia suonavano come una garanzia. Ora, premetto che non ho visto il film del 1971 anche se, curiosa come sono, ci ho provato; dopo una ricerca in rete, ho scoperto che è desaparecido, a parte una versione doppiata in portoghese su Youtube, e siccome col portoghese non ce la possiamo fare, ciccia. Ho trovato però il trailer e solo da quel paio di minuti ho capito che siamo su due pianeti diversi. L'attuale versione di Sofia Coppola è piuttosto algida: tutto si consuma in sordina, confesso anzi che forse non avrei compreso in pieno certe implicazioni se non avessi letto prima la trama. La vicenda, ambientata nel sud degli Stati Uniti durante la Guerra di Secessione, ha inizio quando un soldato nordista ferito viene accolto presso un collegio femminile. Per carità cristiana le donne decidono di curarlo prima di consegnarlo, ma praticamente subito egli diventa l'oggetto delle fantasie sessuali delle tre più mature e delle simpatie di quelle più giovani. Rassicurato da questo inaspettato ruolo di gallo nel pollaio, non si rende conto di essere in realtà tra femmine che, non avendo visto un uccello da anni (e non è al gallo che mi riferisco XD) sono leggermente isteriche. Gli sbadigli provocati da questa versione moderna hanno caso mai aumentato la mia curiosità di vedere l'originale e, perchè no, di leggermi il libro da cui è tratto. Quasi quasi mi faccio un giro su Amazon UK...