martedì 26 settembre 2017

Un incantevole aprile - Elizabeth von Arnim


Tutto ebbe inizio a Londra in un club per signore, un pomeriggio di febbraio - per nulla confortevole il club, malinconico il pomeriggio -, quando Mrs Wilkins, arrivata da Hampstead per fare acquisti, dopo aver pranzato al club prese il «Times» da un tavolo della sala fumatori e, dando un'occhiata distratta alla colonna degli annunci personali, vide questa inserzione:

Per gli estimatori dei glicini e del sole.
Piccolo castello medievale italiano sul mediterraneo affittasi ammobiliato, per il mese di aprile. Servitù essenziale inclusa. Z, C.P. 1000, «The Times».

Elizabeth von Arnim è stata una prolifica e popolare autrice di romanzi a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. Questo romanzo è del 1921 e ne è stato tratto un film che, ammesso l'abbia visto quando è uscito, ho avuto venticinque anni di tempo per dimenticare. A dire la verità, quando ho preso il libro tra le mani in biblioteca e, come mio solito, ho scorso la trama, a farmi decidere a prenderlo è stato appunto il fatto che sia stato scritto nel 1921, in quanto da principio ho temuto ricadesse nel genere donna anglosassone sola e disillusa che va in Italia e riscopre l'ammmore e la gioia di vivere e altre polpette del genere. A dire la verità qualcosa del genere accade anche in questo gradevole romanzo, che è molto british e quindi farcito di un certo fine umorismo. Ad andare in Italia qua sono quattro donne, tre giovani e una anziana, ciascuna per motivi diversi. Se Mrs Wilkins e Mrs Arbuthnot, malmaritate e annoiate (benchè la seconda abbia sublimato il tutto nella religione e nell'assistenza dei poveri) decidono che meritano una pausa dall'essere state fino ad allora troppo buone, l'anziana e rigida Mrs Fisher cerca solo una tregua al pessimo clima inglese e l'aristocratica Lady Caroline una fuga dalla vita di società che sente come opprimente. La primavera italiana piena di fiori e l'ameno castello sortiranno il miracolo di rimetterle in pace col mondo e coi mariti (nel caso delle prime due). Certo, il fatto che il libro sia stato scritto nel 1921 ha appunto il limite di inquadrare la donna in uno spazio ben preciso - ovvero accanto ad un legittimo consorte - unica condizione che le si addice e che la può rendere felice, e questo in fondo è l'unico difetto di questo finale alla vissero tutti felici e contenti.

2 commenti:

  1. Ho visto il film... ma non ricordo molto altro.

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    1. Mi era venuta la curiosità di rivederlo, ma poi ho guardato il cast e ho scoperto che i personaggi, come me li sono immaginati leggendo il libro, sono molto diversi, perciò me ne è passata la voglia XD

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