sabato 30 settembre 2017

settembre indaffarato


Settembre è cominciato con la pioggia e con il calo delle temperature, finalmente, così sono potuta uscire dalla reclusione e ricominciare di buona lena le mie attività; è sbalorditivo vedere come divento arzilla non appena le condizioni climatiche mi sono favorevoli, anche se a dire la verità avrei potuto impegnarmi di più, si vede che dopo il lungo ozio estivo ho dimenticato come si fa. Difatti avrei potuto camminare di più, mentre per gli esercizi per la schiena ho la scusante che sono così anchilosata che farli mi procura un dolore laterale. Mi sa che dovrò tornare dal mio fisioterapista, sperando che non mi rompa tutte le ossa nel tentativo di rimettermele a posto. Ho anche proseguito la dieta fai da te inaugurata al ritorno dall'Inghilterra; in pratica seguo regole di buonsenso come limitare pane, pasta e dolci, mangiando cose più sane e in quantità ragionevoli. Non è semplicissimo riuscirci quando il resto della famiglia la dieta non la fa e mi sgranocchia davanti agli occhi ogni ben di dio gettandomi tra le braccia della tentazione almeno due volte al giorno, ma mi è sembrato di essere stata brava, e difatti quando mi sono messa sulla bilancia questa mattina ho scoperto che sono aumentata di un altro mezzo chilo. Ne sono rimasta così contenta che quasi quasi da domani ricomincio a ingozzarmi. 


tableau vivant ispirato al quadro Le bambine che fanno le signore

A settembre ci sono sempre molte cose da fare, per esempio una domenica siamo stati a Modigliana alle Le Feste dell'800 che hanno la particolarità di ospitare diversi quadri viventi ispirati ai lavori di Silvestro Lega, uno dei maggiori esponenti della corrente dei macchiaioli e gloria locale poichè nativo di questa città. Molte persone inoltre si aggiravano in costume ottocentesco e c'erano alcuni angoli con gli antichi mestieri, oltre a un mercatino gastronomico e a stand mangerecci. Se non altro una sagra diversa dal solito e con un risvolto culturale.


uno scorcio di Atri

Settembre però non è stato tutto rose e fiori, anzi, è stato piuttosto ricco di arterio, dato che l'abbiamo cominciato con la crisi del vecchietto e concluso col funerale del medesimo. In seguito a una leggera ischemia, lo zio di mio marito, novantaquattrenne, aveva improvvisamente sviluppato una forma di demenza senile accompagnata da un problema cardiaco; ci eravamo così trovati nella necessità di trovargli posto in una casa di riposo adeguata, ma ovviamente non c'erano posti liberi e il poveretto era stato rimpallato da un ospedale all'altro fino a che non avevamo trovato un buco in una struttura privata. Mio marito si è fatto carico della ricerca, di tutta la burocrazia e di moltissima dell'assistenza, ricavandoci diversi travasi di bile, litigate coi medici e tanto stress da bastargli per i prossimi dieci anni ed io, essendo empatica e convivente, non sono certo rimasta immune. Quando alla fine sembrava che la situazione fosse sotto controllo, il poveretto è morto nel sonno per arresto cardiaco (ed è ricominciato il circo della burocrazia tra organizzazione del funerale e pratiche legate alla successione). E' stata una vera fortuna che nell'unica settimana di tregua siamo riusciti ad andare via per quattro giorni: un modo per scaricare un po' di tensione, prima di procurarcene di nuova.

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