martedì 12 settembre 2017

Settembre, andiamo. E' ora di rimboccarsi le maniche.


Ovvero: questa era l'intenzione, ma in pratica la settimana scorsa è finita che non ho combinato granchè. Dopo la lunga inattività, quando ho provato a fare gli esercizi per la schiena mi è venuta la solita fitta di lato, quindi li sto facendo in numero ridotto e fermandomi appena ho male; quanto al passeggiare, ci sono andata solo una volta perchè poi si è rifatto caldo. Anche su quello ci sarà da lavorare, visto che non sono più allenata. Invece ho fatto shopping perchè necessitavo di alcuni indumenti adatti a contenere la mia ciccia, e sto seguendo le solite rogne, che però al momento sono ancora in fase di stallo (non per mia volontà). Ieri invece sono stata a Bologna per un breve incontro con una mia amica di penna ungherese, una delle poche con la quale continuo a scambiare lettere. L'appuntamento era per le 12 davanti alla fontana del Nettuno; sono arrivata dieci minuti prima e già mi aspettava, solo che la fontana era sotto restauro (bella figura). La mia amica, che ha 65 anni, da un paio d'anni non ha più il boyfriend e viaggia insieme a un amico quarantenne. Ha nuovamente sottolineato che sono solo amici e siccome sono buona ci credo. L'amico ha il fisico dell'omino Michelin e fa il taxista. Dopo i saluti di rito, sono voluti andare subito a mangiare; la sera prima avevo studiato per trovare un posto buono in zona (ovvero non troppo turistico, dove si mangiasse bene e i prezzi fossero onesti) visto che la trattoria dove vado di solito quando sono a Bologna era a 10 minuti dalla piazza. Non ho fatto in tempo a fare strada che l'amico ha preso il comando e si è diretto deciso in Via Pescherie Vecchie e si è infilato nel primo posto che ha visto. Non posso dire che abbiamo mangiato male, anche perchè per mangiare male in Italia ce ne vuole!, però non era certo il ristorante che avrei scelto io. Loro comunque erano in sollucchero e così ho deciso che due che mangiano tortellini e lasagne accompagnandole con la Coca e la Fanta in effetti non meritavano di meglio XD Dopo pranzo, lo shopping. La mia amica cercava un CD che abbiamo trovato subito, mentre nulla da fare per il calendario con le foto di Bologna che evidentemente non esiste. Il tipo invece si è infilato in diversi negozi di abbigliamento alla ricerca di un giubbotto che alla fine non ha trovato, quindi si è consolato spendendo € 306 da Foot Locker per due paia di scarpe, pagate con la carta di credito uscita dalla borsa della mia amica, che per tutto il tempo ha sbuffato e ha rivolto gli occhi al cielo brontolando perchè lei odia fare shopping. A quel punto eravamo a metà di via dell'Indipendenza e hanno chiamato il taxi perchè la mia amica ha problemi alle ginocchia e non ce la faceva più; siccome avevano parcheggiato dietro la stazione, sono montata pure io. E insomma, sono ancora qui che mi chiedo se la carta di credito era davvero quella della mia amica o se si limitava a tenerla lei perchè non si perdesse...

6 commenti:

  1. anche io lascio sempre la mia carta di credito nelle borsette delle amiche perché temo di perderla :P

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    1. Forse, visto che fa il taxista, gli stava pagando il viaggio XD

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  2. mmm, come si deice: a pensar male.....

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  3. Di sicuro non era la mia: troppo orgogliosamente dinosauro (o artista con le pezze al culo?) per avere una carta di credito. :-))
    Un abbraccio, cara Guchi.

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    1. Ahahahah, mi sa che siamo in due! Un saluto ^__^

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