venerdì 15 settembre 2017

L'enigma di Flatey - Viktor Arnar Ingólfsson


Il vento soffiava da est sull'alba del Breiðafjörður e una pungente brezza primaverile sollevava onde spumose nei bracci di mare tra le isole dell'Ovest. Una fratercula sfrecciava intrepida a volo radente sulla cresta dei marosi, e un cormorano curioso si sgranchiva le ali su uno scoglio piatto.

Tutte le volte che leggo un giallo ambientato in Islanda mi sembra di partire per un mondo alieno. Anche se la gente è la stessa a tutte le latitudini, il solo immaginare certi paesaggi me li fa sembrare così lontani da quella che è la mia esperienza da rendere il tutto quasi surreale. Questa storia poi è ambientata su un'isola minuscola nel 1960 e per tutto il tempo in cui l'ho letta ho continuato a chiedermi se la carne di foca è buona XD Scherzi a parte, mi è piaciuto, anche se si tratta di un giallo un po' anomalo (ma dell'anomalia non posso dire, sennò rivelerei il mistero degli omicidi).

2 commenti:

  1. a me è accaduto lo stesso leggendo Larsson, poi anche confermato dal film.
    secondo me ti piace anche l'idea del tempo perennemente fresco dell'Irlanda :)

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    1. Quello sicuramente, tra l'altro è anche un paese che vorrei visitare.

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