sabato 19 agosto 2017

Io, Daniel Blake


Se Tim Burton si è ammosciato, per fortuna quel vecchio comunista di Ken Loach non ha perso il suo smalto e anche il suo ultimo lavoro è un pugno allo stomaco. Il film narra la vicenda kafkiana di un uomo che, reduce da un grave infarto, non può ancora ricominciare a lavorare, ma siccome non gli viene concesso il sussidio di invalidità, mentre attende di fare ricorso gli viene detto di fare domanda per il sussidio di disoccupazione, al quale ha diritto solo se dimostra di darsi da fare attivamente per cercare lavoro, se non che quando un lavoro gli viene offerto, lo deve rifiutare per motivi di salute. Verrebbe da ridere se invece non ci fosse da piangere, anzi, da singhiozzare. E' la denuncia di una società che riduce tutto a call center e moduli da compilare esclusivamente on line (e se non sai usare il computer sono cazzi tuoi), in cui l'umanità non esiste più ed è sostituita da una burocrazia assurda che pare fatta apposta per privare le persone della propria dignità. E comunque io questi film qui non li dovrei andare a vedere perchè dopo mi viene il magone.

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