giovedì 17 agosto 2017

book-crossing nel verde


Il giorno di Ferragosto, non facendo parte dei milioni di italiani che erano in ferie o che hanno perlomeno fatto la tradizionale gita di un giorno, sono andata a cercare il minuscolo parco di recente istituzione che si trova lungo lo Stradone e che contiene un'altrettanto minuscola biblioteca dedicata al book-crossing. Me ne aveva parlato il marito che, come un fesso indefesso, ha continuato ad andare a camminare tutti i giorni anche con il caldone e che lo aveva visto durante una delle sue passeggiate. 


Ho sempre provato molta simpatia per questo genere di iniziative. So che fanno book-crossing anche alla Coop, ma vuoi mettere la bellezza di trovare libri in mezzo al verde? Per non dire che se nel minuscolo parco quei pirla del Comune non avessero messo una sola panchina perfettamente al sole, uno potrebbe pure fermarsi a leggere lì. Comunque sia, volevo andarci non solo per la simpatia ma anche per la necessità, in quanto la biblioteca comunale ogni anno chiude per tre settimane in agosto gettandomi nello sconforto e nella disperazione, visto che l'estate è la stagione in cui leggo di più. Mi ero sì procurata cinque libri (il numero massimo consentito) prima che chiudesse, ma li ho già finiti da un pezzo. 


Nel minuscolo parco hanno installato una piccola casetta in legno che alla mia ispezione ha rilevato il seguente contenuto: alcuni pieghevoli della Sagra del Cinghiale di Premilcuore, due copie del Nuovo Testamento, opuscoli sulla Madonna, un numero de La Torre di Guardia (forse è in corso una sorta di guerra di religione?), un paio di libri autopubblicati, fascicoli gratuiti in precedenza allegati a giornali vari, cataloghi di mostre e, finalmente, una manciata di libri fortunatamente in condizioni buone, ma decisamente stagionati. Sono convinta che l'italiano medio abbia un problema quando si tratta di iniziative gratuite, ovvero ne vuole ricavare il massimo cedendo il minimo, e difatti ho notato in altre occasioni che quando si tratta di scambi o robe del genere le cose messe a disposizione sono le stesse che la gente darebbe al massimo a quelli dell'Operazione Mato Grosso (il che costituisce giusto un gradino prima del cassonetto). 


Io però devo confessare che ho un debole per le cose vecchie e quindi sono stata per esempio tentata di portarmi a casa (e tenermi) questo libro per l'infanzia, datato 1963, se non altro per la copertina. Consegnato il mio obolo, ho prelevato tre libri da leggere (e che restituirò una volta fatto poichè non credo troverò tra essi letture eccelse e degne di entrare nella mia libreria).  


lunedì 14 agosto 2017

Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali


E' già da alcuni anni che Tim Burton non è più Tim Burton, e tuttavia continuo ad andare a vedere i suoi film anche se so già che mancherà quel tocco speciale che mi aveva fatto amare i più vecchi, quelli in cui quel misto di humour nero ed eccentricità era una certezza. Questo suo ultimo lavoro è tratto da un libro che non ho letto e quindi non so quanto sia fedele all'originale; vi si narra di un ragazzino il cui nonno gli ha infarcito l'infanzia di racconti fantastici. La domanda è: sono solo invenzioni oppure è tutto vero? Ovviamente lo è, come il ragazzino scoprirà durante un viaggio in Galles durante il quale troverà il tempo di innamorarsi di una ragazza speciale mentre cerca di sconfiggere i mostri pronti a papparsi lei e i suoi compagni. Il film mi è parso un compito ben eseguito, con tutti gli effetti speciali al posto giusto ma privo di particolari sussulti, un po' come gli mancasse l'anima, insomma. Continuo dunque a ripiangere il Tim Burton di quando era Tim Burton.

sabato 12 agosto 2017

Le luci di settembre - Carlos Ruiz Zafón


Cara Irene,
le luci di settembre mi hanno insegnato a ricordare i tuoi passi che svanivano nella marea. Sapevo già allora che la zampata dell'inverno non avrebbe tardato a cancellare il miraggio dell'ultima estate che trascorremmo insieme a Baia Azzurra.


Prima di diventare famoso con L'Ombra del Vento, Zafón aveva scritto quattro libri classificati come letteratura per ragazzi e questo è uno di quelli. A dire la verità, se non avessi saputo di questa cosa lo avrei identificato come un normale romanzo per adulti, fermo restando che ci sono in effetti alcuni dettagli chiaramente indirizzati ad un pubblico giovanile. Tuttavia, considerato che si tratta di una storia di fantasmi (non esattamente, ma ci siamo capiti) non trovo che abbia nulla da invidiare a quell'altra storia di fantasmi che avevo letto tempo fa e che pure era per adulti. Il fatto che io abbia un debole per Zafón non penso mini la mia obiettività. Poi, certo, da qui a L'Ombra del Vento ne passa, ma ciò non toglie che si tratti di un romanzo molto gradevole e che mi fa desiderare di recuperare anche gli altri. 

mercoledì 9 agosto 2017

Lunedì blu - Arnon Grunberg


Mio padre commerciava in francobolli, almeno così credevamo mia madre e io. Lei mi aveva raccontato che mio nonno paterno aveva una drogheria, cioè un carretto con cui girava per le strade di Berlino. «Un giorno l'hanno trovato morto su quel carretto, ma non erano state le SA, l'aveva ammazzato l'acquavite.»


Leggevo che questo libro in Olanda è stato un best seller e mi piacerebbe molto chiedere a tutti coloro che l'hanno entusiasticamente acquistato che diavolo ci hanno trovato. Io l'ho finito in preda alla noia più selvaggia e solo perchè, come già spiegato, in estate ho molto tempo da perdere e posso permettermi di arrivare in fondo ai libri che in periodi più indaffarati sasso via senza rimorsi. Il protagonista è un giovanotto senza arte nè parte che spreca la propria vita tra l'alcol e le puttane. Che non mi vengano a magnificare la maestria dell'autore nel descrivere la crisi esistenziale della gioventù moderna e altre menate del genere, perchè per i miei gusti uno così è solo uno sfigato. Non so quanto ci sia di autobiografico, spero poco perchè sennò questo pensiero si estende pure all'autore XD 


sabato 5 agosto 2017

Brothers/Arricchirsi è glorioso - Yu Hua


Li Testapelata, il nostro arcimiliardario di Liuzhen, si è cacciato in testa l'idea bizzarra di fare un giro nello spazio a bordo della navicella russa Soyuz, per la modica cifra di venti milioni di dollari. Seduto a occhi chiusi sulla sua famigerata tazza placcata d'oro, s'immagina di stare già in orbita: tutto attorno c'è una desolazione incommensurabile, guarda giù e vede la Terra offrisi, placida e maestosa...



I morti se ne vanno e ai vivi tocca tirare avanti. Li Lan aveva gettato la spugna abbandonando questo mondo per incamminarsi sul viale che porta nell'aldilà. Mentre vagava tra folle di anime alla ricerca dello spirito disperso di Song Fanping, non poteva sapere come se la passavano i suoi due figli nell'aldiquà.


Mi sono ufficialmente innamorata di Yu Hua; non vedo l'ora che la biblioteca riapra per andare a prendere in prestito anche gli altri suoi romanzi. Questi due (il secondo è il seguito del primo) mi sono piaciuti davvero moltissimo, mi hanno fatto piangere (soprattutto il primo) e scompisciare dalle risate (soprattutto il secondo). Vi si narrano le avventure tragicomiche di due fratelli acquisiti (il padre di uno ha sposato la madre dell'altra) e insieme ci si fa un'idea di come sia cambiata la società cinese, dagli orrori (a volte pure quelli tragicomici) della Rivoluzione Culturale all'era della prosperità economica. Lo stile a tratti da imbonitore di fiera di Yu Hua attraversa con leggerezza e ironia le tante vicende, sfiorando talvolta il surreale eppure restando sempre plausibile, perchè si sa che al mondo spesso la realtà supera la fantasia. I due fratelli, uniti più che se condividessero lo stesso sangue ma poi divisi per colpa dell'amore per la stessa donna, sono due personaggi molto diversi: da un lato il vincente spregiudicato e paraculo, dall'altro l'uomo retto e onesto che però non riesce a sbarcare il lunario. Non so se c'è una morale in tutto questo, ma si finisce per affezionarsi ugualmente a entrambi.

mercoledì 2 agosto 2017

17 anni (e come uscirne vivi)


Nadine, la protagonista di questo divertente film, ha diciassette anni e non si trova a suo agio nè con sè stessa nè coi propri coetanei. Ha una sola amica che adora, mentre detesta fin dall'infanzia il fratello maggiore Darian che, a differenza di lei, è sempre stato popolare. La tragedia scoppia quando la sua amica e il fratello si innamorano e si mettono insieme: Nadine si sente tradita e sbarella. In realtà non c'è nulla che non vada in lei: è carina e intelligente, però è egocentrica ed ha una decisa propensione al vittimismo. Non si rende conto che un suo compagno di banco ha una cotta per lei e si butta invece tra le braccia di un belloccio che vuole solo portarsela a letto. Orfana di padre, non va d'accordo con la madre e si confida solo col suo professore di storia (Woody Harrelson, doppiato da non so chi: non ho mai desiderato così tanto di vedere un film in lingua originale come quando il suo personaggio apriva bocca...). Alla fine naturalmente va tutto a finire bene perchè Nadine capisce che in fondo non ha proprio nulla di cui lamentarsi e che pure il fratello non è lo stronzo che lei crede.

Guchi e la sua amica C... ehm, no: Nadine (Hailee Steinfeld) e Krista
(Haley Lu Richardson) in una classica posa da diciassettenne XD

Di questo film mi è piaciuta soprattutto la prima parte che ho trovato più briosa, ma resta comunque una pellicola molto gradevole e superiore alla media del genere tormenti adolescenziali. Come ho affermato più volte in altra sede, in un mondo in cui ormai si è già visto tutto, non conta tanto la trama in sè quanto il modo in cui viene raccontata una storia, e la regista Kelly Fremon è stata brava proprio per il modo in cui l'ha fatto. Una volta tanto ho anche trovato azzeccato il titolo italiano (quello originale è The Edge of Seventeen) perchè confesso che trovo ancora sbalordivo il fatto di essere sopravvissuta ai miei diciassette anni!