giovedì 31 agosto 2017

agosto insofferente



Dopo un mese e mezzo di sofferenza, agosto è partito che avevo già le ruote sgonfie e, con tale presupposto, il mio umore si è mantenuto ombroso come da copione, con in più l'aggiunta dell'insofferenza, visto che avevo raggiunto il mio limite di sopportazione al caldo già a luglio ma, tanto per non farci mancare niente, la calura si è portata a livelli da record (e meno male che era un'ondata di caldo africano e non cambogiano). Con la casa trasformata in forno e il ventilatore a palla tutto il tempo (è un miracolo se non mi è venuto un torcicollo da manuale) ho riprovato a fare la lista dei pro dell'estate; fino ad alcuni anni fa ne avrei avuto un altro, ovvero "tutti vanno in ferie e ci si può godere la città vuota", ma siccome faceva caldo sono rimasta sempre chiusa in casa, altro che godermi la città. Prima di Ferragosto un temporale furioso che ha richiesto il solito tributo di alberi abbattuti e macchine schiacciate sotto di essi ha portato una tregua di alcuni giorni, prima che l'estate tornasse all'attacco per farmi patire fino all'ultimo del mese.


Se non altro si è prospettato un viaggio non preventivato e proposto da quella mia amica con la quale ero stata l'anno scorso a Stoccolma; lei da sola non viaggia e pare che io fossi la sua unica possibile accompagnatrice. Da parte mia, mi rendo conto che quando si tratta di viaggiare ho il livello morale di una prostituta di bassa lega, non c'è nemmeno bisogno che me lo chiedano che ho già le mutande calate le valigie pronte. Il viaggio è stato utile anche per spezzare la routine infernale e per accorciare il mese di qualche giorno.

lunedì 28 agosto 2017

breve viaggio in Inghilterra


La settimana scorsa sono stata alcuni giorni in Inghilterra con F, poco più di una toccata e fuga, ma densa di cose viste e fortunatamente benedetta dal tempo buono e fresco (combinazione ottimale per la sottoscritta). La meta di atterraggio e decollo è stata Bristol, in quanto vi fa scalo la Ryanair e noi si doveva spendere il meno possibile.


Della quale Bristol non sapevamo un granchè, ma alla fine ci è piaciuta, ha degli angoli interessanti, una bella cattedrale, il ponte sospeso che è il simbolo della città, nonchè una discreta movida, parte della quale concentrata nella zona del nostro hotel. Anche se non vi abbiamo passato che mezza giornata il giorno del nostro arrivo più tre ore sparse negli altri giorni (visto che ce andavamo sempre in gita altrove) possiamo dire di averla apprezzata.


Gite, appunto. La prima delle quali è stata in quel di Bath, uno di quei posti che merita in pieno la fama che ha. A me è piaciuta moltissimo e mi sono letteralmente entusiasmata per le terme romane, alla fine della cui visita era possibile anche assaggiare l'acqua che le ha rese famose fin dall'antichità.


Castle Combe è considerato il più bel paese d'Inghilterra e mi sento di essere d'accordo con tale affermazione pur non avendo visto tutti gli altri. E' un posto delizioso che pare essere fuori dal tempo.


Lacock del resto non sarebbe da meno, se non che le auto dei residenti parcheggiate davanti alle case azzerano del tutto la poesia del posto. Del resto mi rendo conto che chi ci abita ha diritto alla propria comodità.


Vi si trova un'abbazia convertita in residenza, della quale uno dei proprietari è stato William Fox Talbot, scienziato e fotografo, inventore del negativo fotografico.


A Glastonbury invece l'abbazia è in rovina; doveva essere enorme, a giudicare dai resti. Il posto ha una certa fama di misticismo ed è legato alla leggenda di re Artù.


Wells è un altro gioiellino; non merita una visita solo la meravigliosa cattedrale, ma anche il Palazzo dei Vescovi, che dentro non sarà nulla di speciale, ma fuori, tra fossato, giardini e alberi secolari, è molto bello.


A Weston-Super-Mare invece abbiamo sostato solo una mezz'ora mentre cambiavamo autobus. Si capisce perchè gli inglesi non vedano l'ora di andare al mare in Spagna, e tuttavia era doveroso togliersi la curiosità di vedere una delle località balneari più famose della zona.


A parte camminare come una deficiente da mane a sera (difatti adesso ho di nuovo male alle ginocchia), la sottoscritta ha pure mangiato come un troll, comprendendo il motivo del grande numero di persone obese incrociate in zona. F è stata più moderata perchè è in dieta e col suo esempio ha fatto da deterrente alle molte potenziali portate che avrei potuto mangiare quando eravamo da Za Za Bazar, un all-you-can-eat multietnico che è uno schiaffo alla fame nel mondo (lo confesso, a volte mi faccio schifo da sola...). Insomma, è stata una bella (breve) vacanza, ora attendo di vedere che cos'ho combinato con le foto analogiche.

sabato 26 agosto 2017

La dinastia dell'oro - Taylor Caldwell


Il crepuscolo di marzo era come un'acqua profonda, stagnante, sulla campagna, sulle lunghe e basse colline. Sembrava che tutto fosse immobile, fissato, non in una rigida stasi, ma in una quiete di sonno; sembrava che tutte le cose avessero perduto la robusta consistenza del giorno, per trasformarsi in sogni liquidi, vaporosi che, se fossero stati appena turbati dalla più lieve bava di vento, si sarebbero scoloriti, dissolti, annullati, in silenziosi anelli d'acqua, allargatisi tutt'attorno.


Anche questo libro proviene da un mercatino, stavolta svoltosi in quel di Marradi, ed è l'edizione italiana del 1943 del primo romanzo di Taylor Caldwell, prolifica autrice di best-seller americana. Dynasty of Death narra l'ascesa di una famiglia di immigrati inglesi trasferitisi in Pennsylvania. Partiti da una modesta fabbrica, grazie soprattutto all'ambizione e alla spregiudicatezza del figlio maggiore, arrivano a diventare una vera e propria potenza industriale nel campo della fabbricazione di armi. I dilemmi morali non li toccano, a parte alcuni membri della famiglia tutti destinati a fare una brutta fine. La lettura di questo libro si è rivelata molto avvincente, anche se una traduzione più moderna l'avrebbe probabilmente resa ancora più godibile.

giovedì 24 agosto 2017

Il dottor Antonio - Giovanni Ruffini


In un dolce e splendido pomeriggio dell'aprile del 1840, una carrozza da viaggio, tirata da quattro robusti cavalli da posta, percorreva la strada della Cornice, che, come ben sanno gli eleganti giramondo, percorre da Genova a Nizza tutta la riviera di ponente.


Dicevo della mia disperazione quando la biblioteca chiude in agosto. Prima di scoprire la casetta del book-crossing e dopo aver finito la scorta, ho colto l'occasione di leggere alcuni libri un po' particolari che avevo in casa. Questo viene dal mercatino di Gambettola e il solo motivo per cui l'ho comprato è che ho trovato la copertina abbastanza leziosa da stare a pari di certe cartoline della mia collezione. Nell'accingermi a leggerlo ho fatto una rapida ricerca per capire almeno in che guaio mi stavo cacciando e così ho scoperto che Giovanni Ruffini è stato un patriota italiano. Genovese, nato nel 1807 e morto nel 1881, scrisse questo libro in inglese nel 1855 allo scopo di cattivare la simpatia di inglesi e francesi alla causa del Risorgimento. Ne furono tratti ben tre film oltre a quello che ha l'onore di essere il primo sceneggiato trasmesso dalla RAI nel 1954. La storia vede come protagonista un esule siciliano che si è messo a fare il medico condotto a Bordighera; qui conosce e cura una giovane inglese che ha avuto un incidente con la carrozza e, come da copione, i due s'innamorano, ma alla guarigione della fanciulla, che coincide con l'arrivo di suo fratello, la loro relazione s'interrompe per la forte e netta opposizione della famiglia di lei. A distanza di diversi anni, la donna, rimasta vedova, cerca di ricongiungersi al dottore che però si trova implicato nell'insurrezione di Napoli e finisce ai lavori forzati. Ho trovato la storia un po' sbilanciata, nel senso che per circa due terzi è la classica storia d'amore, anche se mirata a mettere in risalto le doti del dottore e a far conoscere il suo passato di dissidente politico, mentre l'ultima parte è più una cronaca dei moti del 1848 a Napoli. Diciamo che sospendo il giudizio poichè ritengo il tutto alieno alle mie corde, benchè ne riconosca il valore storico.

martedì 22 agosto 2017

L'amore è come la ferita di una spada - Ahmet Altan


Tutta quella congerie di oggetti vecchi e dimenticati: un servizio da scrittura in cristallo molato, dei fogli ingialliti su cui si attorcigliavano, come esseri viventi in agonia, i caratteri arabi della calligrafia in stile sülüs, la poltrona in pelle qua e là screpolata, il tambur appoggiato al muro, con una corda saltata, il tavolo in legno di noce senza i cassetti, i frutti di sapone dai colori sbiaditi, disposti su un piatto sbeccato di porcellana, un mappamondo di latta ammaccato, attraversato da una sottile asticella in ferro arrugginito, la spada d'argento e il bastone in avorio appesi al muro fianco a fianco, le vecchie riviste accatastate in un angolo della stanza, i libri con la rilegatura in marocchino; tutte queste cose, tutta la stanza, forse anche tutta la città erano coperte di polvere; un sottile strato aveva ricoperto tutto quanto, l'aveva impregnato, l'aveva logorato e aveva finito per ucciderlo.

Questo libro è ambientato a cavallo tra Ottocento e Novecento in quello che era ancora l'Impero Ottomano e, a dispetto di quanto suggerito dalla trama sulla quarta di copertina, non è affatto incentrato sugli amori lussuriosi della bellissima Mehpare. Certo, lei è presente e fa la sua parte, ma in realtà si tratta di un racconto corale in cui un discreto numero di personaggi cercano di venire  a patti con le proprie inclinazioni in un ambiente claustrofobico e oppressivo, dove si rischia la testa per una frase infelice. Tutto questo mi è piaciuto e mi ha anche fatto apprezzare la libertà di cui godo. 

domenica 20 agosto 2017

Vertigo - Ahmed Mourad


All'ingresso della sala ricevimenti il frastuono del corteo nuziale annunciava la caduta di una nuova vittima. Il suo nome figurava, insieme a quello della sposa, su una targhetta dorata davanti alla porta: CONGRATULAZIONI KHALED E NANCY.


Spacciato come il thriller best seller del mondo arabo, secondo me di thriller c'è giusto un terzo della storia, che vuole piuttosto essere una denuncia della corruzione e dell'ipocrisia dei ricchi e dei potenti in quel de Il Cairo. Tra la premessa (un fotografo riprende di nascosto un'esecuzione che viene fatta passare come un litigio per colpa di una donna) e la conclusione (lo stesso fotografo si allea con un giornalista scomodo per pubblicare diverse foto compromettenti) c'è infatti la lunga descrizione di tutti i ricconi che gravitano intorno a un locale in cui si pratica la prostituzione. Il libro mi è piaciuto, anche se ho apprezzato di più la parte thriller.

sabato 19 agosto 2017

Io, Daniel Blake


Se Tim Burton si è ammosciato, per fortuna quel vecchio comunista di Ken Loach non ha perso il suo smalto e anche il suo ultimo lavoro è un pugno allo stomaco. Il film narra la vicenda kafkiana di un uomo che, reduce da un grave infarto, non può ancora ricominciare a lavorare, ma siccome non gli viene concesso il sussidio di invalidità, mentre attende di fare ricorso gli viene detto di fare domanda per il sussidio di disoccupazione, al quale ha diritto solo se dimostra di darsi da fare attivamente per cercare lavoro, se non che quando un lavoro gli viene offerto, lo deve rifiutare per motivi di salute. Verrebbe da ridere se invece non ci fosse da piangere, anzi, da singhiozzare. E' la denuncia di una società che riduce tutto a call center e moduli da compilare esclusivamente on line (e se non sai usare il computer sono cazzi tuoi), in cui l'umanità non esiste più ed è sostituita da una burocrazia assurda che pare fatta apposta per privare le persone della propria dignità. E comunque io questi film qui non li dovrei andare a vedere perchè dopo mi viene il magone.

giovedì 17 agosto 2017

book-crossing nel verde


Il giorno di Ferragosto, non facendo parte dei milioni di italiani che erano in ferie o che hanno perlomeno fatto la tradizionale gita di un giorno, sono andata a cercare il minuscolo parco di recente istituzione che si trova lungo lo Stradone e che contiene un'altrettanto minuscola biblioteca dedicata al book-crossing. Me ne aveva parlato il marito che, come un fesso indefesso, ha continuato ad andare a camminare tutti i giorni anche con il caldone e che lo aveva visto durante una delle sue passeggiate. 


Ho sempre provato molta simpatia per questo genere di iniziative. So che fanno book-crossing anche alla Coop, ma vuoi mettere la bellezza di trovare libri in mezzo al verde? Per non dire che se nel minuscolo parco quei pirla del Comune non avessero messo una sola panchina perfettamente al sole, uno potrebbe pure fermarsi a leggere lì. Comunque sia, volevo andarci non solo per la simpatia ma anche per la necessità, in quanto la biblioteca comunale ogni anno chiude per tre settimane in agosto gettandomi nello sconforto e nella disperazione, visto che l'estate è la stagione in cui leggo di più. Mi ero sì procurata cinque libri (il numero massimo consentito) prima che chiudesse, ma li ho già finiti da un pezzo. 


Nel minuscolo parco hanno installato una piccola casetta in legno che alla mia ispezione ha rilevato il seguente contenuto: alcuni pieghevoli della Sagra del Cinghiale di Premilcuore, due copie del Nuovo Testamento, opuscoli sulla Madonna, un numero de La Torre di Guardia (forse è in corso una sorta di guerra di religione?), un paio di libri autopubblicati, fascicoli gratuiti in precedenza allegati a giornali vari, cataloghi di mostre e, finalmente, una manciata di libri fortunatamente in condizioni buone, ma decisamente stagionati. Sono convinta che l'italiano medio abbia un problema quando si tratta di iniziative gratuite, ovvero ne vuole ricavare il massimo cedendo il minimo, e difatti ho notato in altre occasioni che quando si tratta di scambi o robe del genere le cose messe a disposizione sono le stesse che la gente darebbe al massimo a quelli dell'Operazione Mato Grosso (il che costituisce giusto un gradino prima del cassonetto). 


Io però devo confessare che ho un debole per le cose vecchie e quindi sono stata per esempio tentata di portarmi a casa (e tenermi) questo libro per l'infanzia, datato 1963, se non altro per la copertina. Consegnato il mio obolo, ho prelevato tre libri da leggere (e che restituirò una volta fatto poichè non credo troverò tra essi letture eccelse e degne di entrare nella mia libreria).  


lunedì 14 agosto 2017

Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali


E' già da alcuni anni che Tim Burton non è più Tim Burton, e tuttavia continuo ad andare a vedere i suoi film anche se so già che mancherà quel tocco speciale che mi aveva fatto amare i più vecchi, quelli in cui quel misto di humour nero ed eccentricità era una certezza. Questo suo ultimo lavoro è tratto da un libro che non ho letto e quindi non so quanto sia fedele all'originale; vi si narra di un ragazzino il cui nonno gli ha infarcito l'infanzia di racconti fantastici. La domanda è: sono solo invenzioni oppure è tutto vero? Ovviamente lo è, come il ragazzino scoprirà durante un viaggio in Galles durante il quale troverà il tempo di innamorarsi di una ragazza speciale mentre cerca di sconfiggere i mostri pronti a papparsi lei e i suoi compagni. Il film mi è parso un compito ben eseguito, con tutti gli effetti speciali al posto giusto ma privo di particolari sussulti, un po' come gli mancasse l'anima, insomma. Continuo dunque a ripiangere il Tim Burton di quando era Tim Burton.

sabato 12 agosto 2017

Le luci di settembre - Carlos Ruiz Zafón


Cara Irene,
le luci di settembre mi hanno insegnato a ricordare i tuoi passi che svanivano nella marea. Sapevo già allora che la zampata dell'inverno non avrebbe tardato a cancellare il miraggio dell'ultima estate che trascorremmo insieme a Baia Azzurra.


Prima di diventare famoso con L'Ombra del Vento, Zafón aveva scritto quattro libri classificati come letteratura per ragazzi e questo è uno di quelli. A dire la verità, se non avessi saputo di questa cosa lo avrei identificato come un normale romanzo per adulti, fermo restando che ci sono in effetti alcuni dettagli chiaramente indirizzati ad un pubblico giovanile. Tuttavia, considerato che si tratta di una storia di fantasmi (non esattamente, ma ci siamo capiti) non trovo che abbia nulla da invidiare a quell'altra storia di fantasmi che avevo letto tempo fa e che pure era per adulti. Il fatto che io abbia un debole per Zafón non penso mini la mia obiettività. Poi, certo, da qui a L'Ombra del Vento ne passa, ma ciò non toglie che si tratti di un romanzo molto gradevole e che mi fa desiderare di recuperare anche gli altri. 

mercoledì 9 agosto 2017

Lunedì blu - Arnon Grunberg


Mio padre commerciava in francobolli, almeno così credevamo mia madre e io. Lei mi aveva raccontato che mio nonno paterno aveva una drogheria, cioè un carretto con cui girava per le strade di Berlino. «Un giorno l'hanno trovato morto su quel carretto, ma non erano state le SA, l'aveva ammazzato l'acquavite.»


Leggevo che questo libro in Olanda è stato un best seller e mi piacerebbe molto chiedere a tutti coloro che l'hanno entusiasticamente acquistato che diavolo ci hanno trovato. Io l'ho finito in preda alla noia più selvaggia e solo perchè, come già spiegato, in estate ho molto tempo da perdere e posso permettermi di arrivare in fondo ai libri che in periodi più indaffarati sasso via senza rimorsi. Il protagonista è un giovanotto senza arte nè parte che spreca la propria vita tra l'alcol e le puttane. Che non mi vengano a magnificare la maestria dell'autore nel descrivere la crisi esistenziale della gioventù moderna e altre menate del genere, perchè per i miei gusti uno così è solo uno sfigato. Non so quanto ci sia di autobiografico, spero poco perchè sennò questo pensiero si estende pure all'autore XD 


sabato 5 agosto 2017

Brothers/Arricchirsi è glorioso - Yu Hua


Li Testapelata, il nostro arcimiliardario di Liuzhen, si è cacciato in testa l'idea bizzarra di fare un giro nello spazio a bordo della navicella russa Soyuz, per la modica cifra di venti milioni di dollari. Seduto a occhi chiusi sulla sua famigerata tazza placcata d'oro, s'immagina di stare già in orbita: tutto attorno c'è una desolazione incommensurabile, guarda giù e vede la Terra offrisi, placida e maestosa...



I morti se ne vanno e ai vivi tocca tirare avanti. Li Lan aveva gettato la spugna abbandonando questo mondo per incamminarsi sul viale che porta nell'aldilà. Mentre vagava tra folle di anime alla ricerca dello spirito disperso di Song Fanping, non poteva sapere come se la passavano i suoi due figli nell'aldiquà.


Mi sono ufficialmente innamorata di Yu Hua; non vedo l'ora che la biblioteca riapra per andare a prendere in prestito anche gli altri suoi romanzi. Questi due (il secondo è il seguito del primo) mi sono piaciuti davvero moltissimo, mi hanno fatto piangere (soprattutto il primo) e scompisciare dalle risate (soprattutto il secondo). Vi si narrano le avventure tragicomiche di due fratelli acquisiti (il padre di uno ha sposato la madre dell'altra) e insieme ci si fa un'idea di come sia cambiata la società cinese, dagli orrori (a volte pure quelli tragicomici) della Rivoluzione Culturale all'era della prosperità economica. Lo stile a tratti da imbonitore di fiera di Yu Hua attraversa con leggerezza e ironia le tante vicende, sfiorando talvolta il surreale eppure restando sempre plausibile, perchè si sa che al mondo spesso la realtà supera la fantasia. I due fratelli, uniti più che se condividessero lo stesso sangue ma poi divisi per colpa dell'amore per la stessa donna, sono due personaggi molto diversi: da un lato il vincente spregiudicato e paraculo, dall'altro l'uomo retto e onesto che però non riesce a sbarcare il lunario. Non so se c'è una morale in tutto questo, ma si finisce per affezionarsi ugualmente a entrambi.

mercoledì 2 agosto 2017

17 anni (e come uscirne vivi)


Nadine, la protagonista di questo divertente film, ha diciassette anni e non si trova a suo agio nè con sè stessa nè coi propri coetanei. Ha una sola amica che adora, mentre detesta fin dall'infanzia il fratello maggiore Darian che, a differenza di lei, è sempre stato popolare. La tragedia scoppia quando la sua amica e il fratello si innamorano e si mettono insieme: Nadine si sente tradita e sbarella. In realtà non c'è nulla che non vada in lei: è carina e intelligente, però è egocentrica ed ha una decisa propensione al vittimismo. Non si rende conto che un suo compagno di banco ha una cotta per lei e si butta invece tra le braccia di un belloccio che vuole solo portarsela a letto. Orfana di padre, non va d'accordo con la madre e si confida solo col suo professore di storia (Woody Harrelson, doppiato da non so chi: non ho mai desiderato così tanto di vedere un film in lingua originale come quando il suo personaggio apriva bocca...). Alla fine naturalmente va tutto a finire bene perchè Nadine capisce che in fondo non ha proprio nulla di cui lamentarsi e che pure il fratello non è lo stronzo che lei crede.

Guchi e la sua amica C... ehm, no: Nadine (Hailee Steinfeld) e Krista
(Haley Lu Richardson) in una classica posa da diciassettenne XD

Di questo film mi è piaciuta soprattutto la prima parte che ho trovato più briosa, ma resta comunque una pellicola molto gradevole e superiore alla media del genere tormenti adolescenziali. Come ho affermato più volte in altra sede, in un mondo in cui ormai si è già visto tutto, non conta tanto la trama in sè quanto il modo in cui viene raccontata una storia, e la regista Kelly Fremon è stata brava proprio per il modo in cui l'ha fatto. Una volta tanto ho anche trovato azzeccato il titolo italiano (quello originale è The Edge of Seventeen) perchè confesso che trovo ancora sbalordivo il fatto di essere sopravvissuta ai miei diciassette anni!