venerdì 21 luglio 2017

Il totem del lupo - Jiang Rong


Nascosto in un'insenatura nella neve, il giovane Chen puntò il cannocchiale verso un lupo della prateria mongola e ne incrociò lo sguardo d'acciaio. I radi peli del giovane si rizzarono come aculei quasi a voler sollevare la camicia. Aveva accanto a sé il vecchio Bileg. Stavolta Chen non provava la sensazione che l'anima gli fosse volata via dal corpo, ma sudava freddo da ogni poro. 

Quanto mi è piaciuto questo libro! E quanto mi ha fatto stare male, visto che era facile prevedere la catastrofe finale... La storia narra dell'amore tra un uomo e i lupi. Chen Zhen (alter ego dello scrittore, che è un intellettuale dissidente) fa parte di un gruppo di studenti di Pechino che, durante la Rivoluzione Culturale, sono stati inviati a rieducarsi nella Mongolia Interna. Il ragazzo si è adattato senza troppi problemi alla rude vita dei nomadi e soprattutto ha imparato ad ammirare i lupi della prateria, bestie fiere e indomite che con la loro presenza costituiscono un elemento fondamentale del fragile ecosistema di quella zona. E' il vecchio mongolo Bileg, che ha adottato Chen Zhen, a introdurlo alla cultura e alle tradizioni ancestrali, insegnandogli che nella prateria ogni creatura svolge un'importante funzione che mantiene l'indispensabile equilibrio. Tale equilibrio però viene via via sconvolto dalle miopi direttive del Partito e dall'arrivo in massa di immigrati cinesi. Chen Zhen e i suoi amici mongoli assistono impotenti agli scempi sempre più sfacciati che vengono compiuti e ai quali non possono opporsi perchè rischierebbero la prigione. Ma soprattutto, dicevo, questo romanzo è una storia d'amore; Chen Zhen infatti ad un certo punto decide di catturare un cucciolo di lupo e di allevarlo in cattività. L'impresa non sarà facile a causa delle difficoltà pratiche e dell'ostilità diffusa di pastori e allevatori verso chi mostra benevolenza verso il loro nemico naturale. Chen Zhen però è innamorato follemente del suo cucciolo e se ne prende cura più che se fosse suo figlio, probabilmente senza riconoscere di essersi imbarcato in un'impresa che non può andare a buon fine.

una scena del film tratto dal libro: chissà se ne è all'altezza!

Pare che questo romanzo sia stato un best seller in Cina, e dire che mi sono meravigliata che lo abbiano pubblicato, visto che in diversi punti non è certo lusinghiero nei confronti della politica cinese e del popolo cinese in generale. Io l'ho apprezzato sia per la vicenda personale del protagonista che per il messaggio molto più universale che ha una forte valenza politica ed ecologista.

La libertà, la democrazia, l'uguaglianza, la sicurezza: queste sono tutte conquiste che non si ottengono a forza di lavorare! Non è il lavoro a rendere libera una nazione. Il lavoro da solo non produce che un popolo di servi e un sistema politico addomesticato, che è l'esatto contrario della democrazia, della libertà e del socialismo.

2 commenti:

  1. Magari ho rovinato la magia del libro vedendo prima il film, ma non ho resistito (per il libro dovevo aspettare ancora un po', visto che ultimamente preferisco acquistarli in italiano).
    Comunque, la fotografia e la colonna sonora del film sono bellissime!!
    Besos!
    Chus :))

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    1. In effetti sarei curiosa di vederlo, penso che valga la pena anche solo per godermi i posti in cui è stato girato.

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