giovedì 11 maggio 2017

Venezia sperimentale


Ogni tanto mi viene più forte del solito la voglia di fare esperimenti fotografici, così sono partita per Venezia con due rullini dai quali non sapevo che cosa aspettarmi: un bianco e nero immerso nel succo di limone (e così appiccicoso che ho temuto seriamente di schiantare lui o la leva di caricamento della macchina) e un 800 ASA scaduto non si sa quando che ho infilato in una macchina al 100% di plastica pagata € 3 a un mercatino. Le previsioni non erano entusiasmanti (da completamente a parzialmente nuvoloso), invece verso ora di pranzo è uscito il sole e meno male che mi vesto sempre a cipolla, visto che sono dovuta passare dal trapuntino alla T-shirt. Viaggio in treno tranquillo e animato giusto dal siparietto comico offerto da una signora sprovveduta che ha avvisato il controllore che doveva scendere a Ferrara DOPO che Ferrara era passata. Pensava che le porte del treno si aprissero da sole... Tutto ciò mi consola profondamente perchè almeno vedo che di rincoglioniti al mondo non ci sono solo io XD A Venezia ho girato tutto il giorno andando dove mi portava il naso; per fortuna avevo anche una cartina che mi ha permesso di farmi una vaga idea di dove mi trovavo nonchè di tornare in stazione. Sono passata da angoli deserti al porcaio di Piazza San Marco, e ai Frari mi sono goduta il concerto improvvisato di una ragazza giapponese che, accompagnata da una violoncellista, ha cantato alcune arie tra gli applausi entusiasti dei presenti. I gondolieri invece gorgheggiavano O Sole Mio tra gli scatti (entusiasti pure quelli) dei turisti appostati sui ponti. Tutto normale, insomma. Venezia alla fin fine è diventata una sorta di parco dei divertimenti, ma a me piace sempre tornarci e infrattarmi dove la massa dei turisti non arriva. Quanto alle foto, non so ancora che cosa ne è uscito perchè le ho appena portate a sviluppare.

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