domenica 21 maggio 2017

La rilegatrice dei libri proibiti - Belinda Starling


Questo è il mio primo volume e, nonostante le sue evidenti imperfezioni, ne vado piuttosto fiera. Il marocchino rosso della copertine è tutt'altro che liscio, gli angoli sono stati ripiegati malamente e c'è una macchia d'erba sull'intarsio anteriore di seta color fiordaliso. Il titolo sul dorso troppo ricurvo è SAOBA BIBBL, con improbabili motivi botanici: ananas che spuntano tra foglie di quercia, ghiande ed edera. L'ho fatto cinque anni fa quando temevo per il nostro fallimento.

Bazzicando la sezione Narrativa Inglese Contemporanea, mi è capitato per le mano questo romanzo che è ambientato all'incirca nello stesso periodo dell'ultimo che ho recensito, difatti vi si menziona the Great Stink. Di puzza effettivamente se ne sente pure qui, anche se di tutt'altro genere; c'è sì quella nauseabonde del fiume-cloaca per le strade, ma soprattutto c'è quella delle colle e delle pelli usate nella legatoria in cui lavora la protagonista. The Journal of Dora Damage (titolo che ai distributori locali dev'essere suonato troppo anonimo, così che hanno deciso di puntare sul pruriginoso) è la storia narrata in prima persona di una donna rivoluzionaria per quei tempi; Dora, moglie di un legatore e madre di una bambina epilettica, si ritrova infatti a mandare avanti la bottega del marito quando quest'ultimo si ammala. Per una donna dell'epoca era inusuale e disdicevole, tuttavia per Dora si tratta di una questione di sopravvivenza, tanto più che la bottega versa da tempo in cattive acque e gli usurai bussano alla porta. Per non finire in mezzo alla strada e a patire la fame, ella accetta di fare un lavoro sporco, ovvero rilegare opere considerate oscene. Mentre i libri e le illustrazioni che le passano tra le mani si fanno via via sempre più spinti, Dora si ritrova a prendere consapevolezza di un aspetto della vita che non aveva mai considerato prima, ovvero la sessualità. Difatti all'epoca le persone a modo consideravano il sesso come qualcosa di sporco e suo marito era anche più represso della media. Passare dalla fantasticherie alla realtà diventa inevitabile, soprattutto quando Dora s'innamora del nero Din, ex-schiavo americano che le viene affibbiato come aiutante da un ente caritatevole. Che dire? Il romanzo mi è piaciuto, anche se verso la fine non mi ha convinto al 100%. Chiaramente l'autrice ha voluto salvare capra e cavoli, ma per farlo forse ha un po' esagerato con i colpi di scena. La cosa che ho più apprezzato è stata, ancora una volta, l'accurata ricostruzione della vita del tempo, soprattutto della condizione femminile che era veramente infame. L'autrice, Belinda Starling, purtroppo è morta giovane, a soli trentaquattro anni.

2 commenti:

  1. che poi la tipa in copertina ti somiglia pure...

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    1. Dici? Io però voglio un lavorante giapponese X°°D

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