giovedì 18 maggio 2017

Il ventre di Londra - Clare Clark


All'improvviso la galleria curvò a destra e, sebbene la pendenza fosse aumentata di colpo, William dovette chinarsi. Si fermò un momento, la cime del berretto che strusciava contro la volta viscida, e alzò la lanterna mentre il tanfo degli escrementi gli riempiva le narici.

A metà dell'ottocento il Tamigi era una fogna a cielo aperto, con tutte le conseguenza del caso. In particolare the Great Stink, la grande puzza, fa riferimento all'estate del 1858, quando le temperature insolitamente alte causarono la riduzione delle acque del fiume, così che tutte le schifezze finirono per essere più concentrate fino ad arrivare al punto che il fiume, quasi completamente privo di acqua, trasportava solo escrementi, cadaveri di animali e scarti industriali. Alla fine la pioggia riportò le cose alla relativa normalità, ma venne deciso di affrontare il problema una volta per tutte con il rifacimento della rete fognaria. Questo è il contesto in cui è ambientato il romanzo e in cui si muovono i due protagonisti. Da un lato c'è il giovane William May, reduce dalla guerra di Crimea e ancora traumatizzato da quell'esperienza, tanto da essere diventato autolesionista, che è uno dei periti incaricati di riorganizzare le fogne; dall'altro il vecchio Tom Braccia Lunghe, un poveraccio che grazie alle fogne sopravvive, in quanto vi si reca per raccogliere quanto può essere rivenduto o riutilizzato, oltre che a catturare topi che servono per i combattimenti clandestini con i cani. Apparentemente i due non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro, ma finirà che Tom salverà la vita di William, ingiustamente accusato di omicidio. Un lavoro molto interessante questo, con una puntigliosa ricostruzione del periodo (ho spesso avuto l'impressione di sentire pure io tutta quella puzza!).

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