giovedì 30 marzo 2017

la tartaruga rossa


Diretto dell'olandese Michaël Dudok de Wit e coprodotto dallo Studio Ghibli, questo film di animazione muto (a parte qualche rara esclamazione) è uno di quegli oggetti che vanno presi per come vengono, senza stare troppo a sforzarsi di darvi un senso. Si potrebbe quindi pensarlo come una favola o come un sogno, limitandosi a godere della bella animazione e del ritmo lento. La storia è quella di un naufrago che approda su di un'isola deserta. Costruisce una zattera, ma quando arriva al largo una misteriosa entità gliela distrugge, costringendolo a tornare all'isola. La cosa si ripete altre volte e infine l'uomo scopre che la responsabile è un'enorme tartaruga rossa. Quando la bestia viene a riva, egli si vendica prendendola a bastonate e capovolgendola, lasciandola poi a morire sulla spiaggia. Uno strano sogno però lo fa pentire ed egli tenta di rianimare la tartaruga, la quale invece si trasforma in una donna che diventerà la sua compagna e dalla quale avrà anche un figlio. Eccetera eccetera, tsunami compreso. Non direi che questo è un film da bambini, almeno non da bambini piccoli; ritengo anzi che sia piuttosto rivolto a un pubblico più adulto. Confesso però che non mi è chiaro il messaggio che vuole dare, ammesso che ce ne sia uno. 

2 commenti:

  1. Che ridere... ho appena fatto un post sullo stesso film e non avevo ancora letto il tuo! Io ci ho visto il "possesso" della tartaruga che non voleva rimanere sola; all'opposto il mio compagno ci ha visto il "lasciare" andare dei genitori...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma vedi la coincidenza! Pensa che io stavo per perdermelo, è stato mio figlio (quello appassionato di anime e manga) che me lo ha ricordato.

      Elimina