lunedì 20 febbraio 2017

cartoline da Atene


Guchi si è presa il raffreddore, così è compito mio fare una breve cronaca del viaggio ad Atene che abbiamo fatto in tre: io, lei e il marito. Tranquilli, il ménage à trois ha funzionato benissimo, perchè il marito era molto concentrato sulle rovine del Partenone. Per lui e per me era la prima volta in Grecia, mentre Guchi c'era stata quasi trent'anni fa, quando era una giovane fanciulla fresca di maturità classica per la quale fu come recarsi in Terra Santa. Tuttavia, essendo ultimamente affetta da Alzheimer, è stata la prima volta anche per lei, visto che non ricordava nulla e che quel poco che ricordava nel frattempo è cambiato.


Dunque Atene, per quel che abbiamo visto perchè non l'abbiamo certo girata tutta, ci è apparsa piena di gatti randagi (molto bene), cani randagi (molto male), graffiti (alcuni belli, quindi bene), negozi chiusi e case diroccate (è la crisi, signora mia!), mendicanti che attaccavano bottone in greco e persone che si offrivano di aiutarci a trovare la strada perduta (non si sa in cambio di cosa), souvenir pacchiani (la sagra del cattivo gusto), traffico intenso e vigili fischiettanti (tanto che, tornati a casa, anzichè avere l'impressione di stare nel casino come al solito, ci è sembrato che Bologna fosse un mortorio).

l'Acropoli in una giornata grigia e molto ventosa: ho rischiato seriamente di volare via

questa è l'Agorà e quello che si vede in alto è il tempio di Efesto,
uno dei templi dorici meglio conservati al mondo

Da bravi secchioni, non ci siamo fatti mancare nemmeno un rudere, mentre abbiamo avuto più moderazione riguardo ai musei, quando non sono stati i musei stessi ad essere moderati, vedi le molte sale chiuse al Museo Archeologico Nazionale (Guchi ci è rimasta malissimo perchè non le hanno fatto vedere le sale ellenistiche, con tutti quei glutei sodi). 

il Partenone è venuto sfocato, sorry!

Dal colle di Filopappo si gode una vista magnifica sull'Acropoli, tanto che non paghi di esserci stati di giorno, abbiamo voluto tornarci anche l'ultima sera del nostro soggiorno per vederla illuminata. Per fortuna che i cani randagi di cui sopra lì non c'erano e quindi abbiamo fatto avanti e indietro senza incidenti, grazie anche alla torcia del cellulare che ancora una volta ha dimostrato di essere l'unica cosa utile di quei dannati aggeggi.

il tempio di Poseidone

il mare ha un colore bellissimo!

Non ci siamo fatti mancare la gita fuori porta che con due ore di autobus all'andata e due al ritorno ci ha portati a Capo Sounion. Qui abbiamo scorrazzato avanti e indietro godendoci anche un magnifico tramonto e mangiando due sacchetti di biscotti artigianali (perchè bisogna pur supportare le attività locali, no?). Per fortuna siamo riusciti ad ammirare il tempio in pace prima che venisse invaso da due scolaresche. Il marito è rimasto impressionato dalla colonia di pernici che si aggiravano tra le rocce, mentre Guchi è stata eletta fotografa ufficiale del sito perchè tutti le chiedevano di far loro una foto (forse per il fatto che, avendo ben due macchine fotografiche al collo, sembrava sapere il fatto suo); io invece ho rischiato di nuovo di volare via.

sembra di stare nelle Cicladi, invece...

Una cosa che non ci saremmo mai aspettati di trovare ad Atene è stato un angolo tanto particolare come il piccolo quartiere di Anafiotika. Si trova sotto l'Acropoli, ma pare di stare su un'isola per via delle architetture fatte di stradine strette e case bianche. Il motivo di questa particolarità è che il quartiere venne appunto costruito da immigrati dell'isola di Anafi, giunti ad Atene per lavorare come muratori.


E siccome non ci piace tralasciare nessun aspetto, ci siamo pure fatti una passata al Primo cimitero di Atene, dove si trovano tombe d'epoca e anche sepolcri di personaggi famosi come Demis Roussos, Theo Angelopoulos e Melina Merkourī, ma poichè le lapidi erano tutte scritte in greco e non ci capivamo una cippa, l'unica tomba VIP che abbiamo individuata è stata quella di Heinrich Schliemann (che non ho capito come ha fatto a finire sepolto ad Atene, visto che è morto a Napoli...).

4 commenti:

  1. molto molto contenta dei gatti(ma su Instagram non metti più niente?), sempre non facciano la fame...

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    1. No, erano ben pasciuti! Ho visto diverse vaschette di cibo in giro e siamo pure passati davanti a un ristorante che stava distribuendo ai gatti gli avanzi.
      Eh, Instagram lo usavo con il tablet e da un po' non lo porto più in giro. Dovrei metterlo sul cellulare, lo so...

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  2. che poi mi ricorda tanto il Nano da giardino di Amelie, però tutto il fascino della greciaclassica? dimmi: ma Atene è bella ma non ci vivresti :)

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    1. Viverci è da taglio delle vene, c'è troppo casino!! Sono quei posti che vanno bene per farci i turisti e stop.

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