martedì 7 febbraio 2017

Arrival


Che strano film! La stranezza in realtà si nota più verso la fine, perchè all'inizio di strano c'è giusto il fatto che dodici oggetti alieni si sono materializzati in dodici diverse parti della terra e non si sa perchè. Effettivamente la cosa è parecchio inquietante, tanto più che con questi alieni non si riesce a comunicare perchè emettono suoni incomprensibili. Per cercare di parlarci viene reclutata Louise Banks, una geniale linguista, che insieme a uno scienziato, Ian Donnelly, cerca un punto d'incontro. Sfidando i rigidi protocolli dell'esercito e senza sapere bene che cosa rischia, Louise riesce ad instaurare una sorta di dialogo con le creature che nel frattempo sono state battezzate eptapodi.

Louise alle prese con la strana scrittura degli alieni

Mentre interagisce con gli alieni, Louise ha spesso dei flashback che riguardano sua figlia, morta da poco per un male incurabile. E' solo una coincidenza o c'è qualche significato recondito? Per fortuna il film è di quelli che sul finale forniscono la spiegazione del caso e non di quelli che mi lasciano con un bel palmo di naso a chiedermi se sono tarda a non capire nulla. Per come la vedo io, la morale del film ha a che fare con il coraggio di vivere, che significa accettare consapevolmente sia le grandi gioie che i grandi dolori.


Mi è piaciuta molto Amy Adams che interpreta Louise e che avevo già apprezzato in Big Eyes di Tim Burton. Del cast fa parte anche il sempre più grande Forest Whitaker.

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