venerdì 27 gennaio 2017

Genova per me


Non sto nemmeno a fare lo sforzo di cercare di ricordare quand'è che sono stata a Genova l'ultima volta. Anche se sono passati solo pochi anni, ho come l'impressione che sia stata una vita fa, e in un certo senso così è. Quindi eccomi buttata sul treno, con l'Internazionale tra le mani per far passare le ore: di certo un viaggio più rilassante dell'altra volta, che andai in auto e al ritorno ero così stanca che mi venne un mezzo colpo di sonno in autostrada. A Genova sono stata per vedere il Museo di Arte Orientale Chiossone, che in realtà era una scusa: diciamo che avevo voglia di fare una delle mie zingarate. Appena arrivata, sono riuscita subito a perdermi nonostante le tre piantine scaricate da Google e quella fotocopiata dalla guida del Touring; stavo infatti cercando un ristorante vicino alla stazione di Piazza Principe, invece sono finita per fame alla pizzeria Mennella, dove mi sono nutrita di farinata e birra. Con la pancia piena, le cose sono andate meglio; intanto mi sono resa conto che stavo andando in senso inverso (come da copione, insomma XD) e così mi sono raddrizzata e ho girovagato tra Via Prè e il porto antico, dopodichè mi sono diretta verso il duomo e Palazzo Ducale. Sono riuscita a trovare il negozio Romanengo in Via Roma, dove ho speso una cifra folle in praline e mentine da portare a casa e condividere con la famiglia (anche se non se lo meritano!), mi sono imbattuta in un mercatino di cose vecchie dove ho preso una foto di inizio secolo per la mia collezione e, dopo essermi sbagliata di nuovo strada ed essere stata salvata da una donna gentile che mi ha mandato dietro sua figlia a rincorrermi per dirmi appunto che stavo andando nella direzione opposta (ma dài!) sono finalmente approdata al Museo Chiossone. In questo periodo, oltre alla collezione permanente, è possibile vedere un'antologia di pittura giapponese (notevole, devo dire) e una mostra fotografica che invece non mi ha entusiasmato; l'ho trovata interessante per il soggetto trattato, ma le foto di per sè non erano certo dei capolavori. Tornando dal museo, ho infilato la Via Garibaldi e finalmente all'ufficio del turismo mi sono procurata una cartina fatta per bene che mi ha permesso di non perdermi più, difatti sono arrivata senza problemi in Piazza di Solziglia, dove ho fatto una tardiva merenda da Klainguti. Guadagnato l'hotel (che stava vicino a Piazza Principe) e riposatami un po', sono andata a cena proprio di fronte, al Ristorante El Prie de Ma, dove ho mangiato molto bene. 



La mattina seguente, ovvero ieri, ho preso l'autobus e raggiunto il cimitero di Staglieno dove sono rimasta per tre ore, girovagando in ammirazione delle magnifiche statue che adornano le tombe più vecchie e scattando foto a non finire. Sono poi tornata a Piazza Principe dove, grazie alla nuova meravigliosa piantina, ho trovato il Ristorante da Mario, che effettivamente era vicinissimo. Si tratta di un posto molto alla buona e frequentato dai locali, il che è di solito buon segno; ho replicato il menù della sera prima (ovvero polipo e patate, trofie col pesto e caffè) spendendo meno della metà. Alzatami da tavola, avevo ancora tempo prima che il treno partisse, perciò ho passeggiato ancora tra Via Prè e Via Balbi e infine sono rientrata a casa senza problemi. 



Devo dire che questa breve gita mi è piaciuta molto; ho avuto la fortuna di beccare due giorni di sole smagliante, inoltre Genova è indubbiamente una città interessante, con molto sfaccettature e piena di contrasti (vedi le puttane sulla soglia di casa a un tiro di schioppo dall'elegante Via Garibaldi o Via Prè che, a occhio e croce, dev'essere abitata al 90% da stranieri). Di problemi per fortuna non ne ho avuti, perchè se anche ero in giro da sola, era pur sempre giorno, inoltre quando viaggio sono abbastanza slandronata da far capire che al massimo mi possono rubare venti euro e un paio di mutande sporche.

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