mercoledì 17 agosto 2016

la saga dei Rigante - David Gemmell


L'ultima volta che lo vidi ero un ragazzino pelle e ossa dai capelli color paglia che viveva nelle terre alte. Era il pomeriggio del mio undicesimo compleanno. Mia sorella era morta di parto insieme al bambino il giorno prima. Mio padre, già vedovo, era affranto e io me ne ero andato dalla fattoria lasciandolo al suo dolore. Anch'io ero triste, ma, come succede alla maggior parte dei bambini, il mio dolore era venato di autocommiserazione. Morendo, Ada aveva rovinato il giorno del mio compleanno. Anche ora, quando ripenso a quei momenti, tremo di vergogna.


Parax il Cacciatore aveva sempre disprezzato i vanesi, ma sapeva bene che la vanità si avvicinava furtivamente agli uomini e si impossessava di loro senza che essi se ne accorgessero. Il pensiero era freddo come il vento che soffiava sulle cime innevate delle Druagh. Parax tirò fuori un berretto di lana da una delle bisacce e se lo mise sulla testa coperta da una chioma di capelli bianchi sempre più rada.


Il freddo sole invernale stava tramontando ma la luminosità contro le palpebre chiuse gli procurava una sensazione piacevole, colorando d'oro Lanovar che giaceva seduto a terra con la schiena contro un masso. Lanovar sospirò, aprì gli occhi e vide l'imponente figura di Jaim Grymauch al suo fianco che lo fissava.


L'incendio che bruciava la città di Shelsans illuminava il cielo notturno sollevando nubi di fumo che si perdevano nella valle. Le urla, i pianti soffocati e le suppliche di pietà erano terminati. Erano morti duemila eretici. La maggior parte uccisa a colpi di mazza o passata a fil di spada, ma parecchi erano finiti tra le fiamme del fuoco purificatore.

Questa saga, composta di quattro volumi, è nuovamente ambientata in un luogo simile alle Highlands, ed è quella che finora mi è piaciuta di più di questo autore (anche se mi erano piaciute molto anche le cose precedenti). I titoli fanno riferimento ai nomi spirituali dei rispettivi protagonisti - in originale rispettivamente Sword in the Storm, Midnight Falcon, Ravenheart, Stormrider - e gli ultimi due sono ambientati circa ottocento anni dopo gli avvenimenti narrati nei primi due. So che può sembrare riduttivo dire che si tratta sempre della lotta impavida di pochi coraggiosi contro dei nemici molto più potenti di loro, ma Gemmell è veramente bravissimo a creare trame avvincenti e personaggi per i quali non si può fare a meno di fare il tifo, anche quando non sono stinchi di santi. Alla fin fine mi viene da concludere che, riguardo alla sua produzione, sarebbe più sensato parlare di romanzi di cappa e spada più che di fantasy. D'accordo che esiste un elemento fantastico - in questo caso divinità che interagiscono con gli esseri umani - però alla fin fine è proprio l'elemento umano che è prevalente, per cui mi viene da dire che la definizione fantasy possa sviare. La mia amica F, molto soddisfatta dalla visione di Star Trek Beyond, diceva che lei ha bisogno di quel genere di film per rilassarsi e svuotare completamente la mente e mi chiedeva come faccio io per ottenere lo stesso risultato; credo proprio che leggere questo tipo di libri sia la risposta giusta. Di Gemmell poi apprezzo anche lo stile essenziale, perchè non c'è bisogno di sprecare troppe parole per fare entrare il lettore dentro una situazione e per coinvolgerlo pienamente.

2 commenti:

  1. Quanti libri che non conoscevo! Molto bello il tuo blog!

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    1. Ti ringrazio, e grazie anche per la visita! ^__^

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