giovedì 7 luglio 2016

Valour - L'Astro Splendente/ Ruin - La lancia di Skald, John Gwynne


Eterna la guerra tra la Fede e l'Inganno:
infinita, divina collera in sul de' uomini lo scranno.
Dal calderone il Nocchiere di Luce cerca sostanza,
per spezzare le sue catene e muover di nuovo guerra.
Due nati dal sangue, da polvere e cenere, due alfieri nella danza delle Scelte,
Oscurità e Luce.


Ulfilas pungolò con gli speroni i fianchi del cavallo, spingendolo su per la salita, un pendio di roccia grigia e ghiaia cosparso dei resti di alberi morti da tempo. Re Jael gli cavalcava accanto, il viso contratto in un'espressione rigida e il suo guardiacaccia, Dag, precedeva entrambi di una dozzina di passi.

Il secondo e il terzo volume della saga di John Gwynne mi hanno coinvolto più del primo, forse perchè ho preso confidenza con i personaggi, forse perchè la trama si fa più consistente. In effetti Gwynne schiera in campo molto materiale e riesce a tenere desta l'attenzione malgrado tutta la carne che mette al fuoco. Mi viene spontaneo il paragone con un'altra quadrilogia, quella di Eragon, che dopo uno splendido secondo volume finisce per incartarsi, perdendosi in digressioni inutili. Gwynne invece non perde un colpo, a parte forse un paio di capitoli superflui e alcune ripetizioni (per esempio il grande spargimento di intestini ad ogni battaglia e il rimarcare degli odori). Un lavoro che non sarà perfetto, ma che si sta rivelando più interessante di quanto mi fosse parso inizialmente, soprattutto dopo il colpo di scena alla fine del terzo volume. Adesso non mi resta che attendere di leggere il quarto e ultimo, che però non è ancora stato pubblicato e quindi chissà quando verrà tradotto e distribuito in Italia. Spero solo che sia all'altezza delle aspettative che mi sto creando.

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