mercoledì 9 marzo 2016

Savage Grace


Da che ho cominciato a fotografare in analogico con macchine fotografiche vintage mi sono innamorata della bachelite, ma non avevo idea che questo film parlasse dei discendenti del suo inventore, Leo Baekeland. La storia in realtà gira attorno a quella che era la moglie di suo nipote, Barbara Daly. Il film dice e non dice, per cui varrebbe la pena andarsi a leggere la sua biografia su Wikipedia perchè se ne potrebbe trarre una telenovela da cinquanta puntate, altro che un film di novantasei minuti! Nel film ciò che si vede è una ricca e oziosa coppia di americani che poltriscono in giro per l'Europa. Barbara stravede per il figlio Tony, mentre il marito Brooks pare insofferente. Non più bambino, Tony mostra di essere bisessuale ma si fa fregare la fidanzata dal padre, che in seguito divorzia da Barbara. Lei tenta il suicidio e fa sesso con il figlio, fino a quando lui non l'accoltella nella loro casa di Londra. Ecco, a grandi linee le cose vanno così. Il film mi è sembrato dignitoso, ma non eccelso; ancora una volta è la bravura degli attori - ovvero Julianne Moore (Barbara) ed Eddie Redmayne (Tony) - a salvare la baracca. La Moore è veramente eccellente.

la vera Barbara con un neonato Tony

il vero Tony

Come dicevo, la realtà una volta tanto supera la fantasia e ho trovato singolare che il regista abbia tenuto un tono così basso; forse non voleva cadere nel melò. Nella realtà non è chiaro se Barbara e Tony abbiano davvero avuto una relazione incestuosa, di certo però avevano entrambi dei problemi psichiatrici.

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