sabato 13 febbraio 2016

Storia di una ladra di libri - Markus Zusak



Prima i colori.
Poi gli esseri umani.
É così che di solito vedo le cose.
O almeno ci provo.


Questo romanzo ha vissuto una seconda ondata di notorietà dopo che ne è stato tratto un film, in quanto era già stato precedentemente distribuito con il titolo di La bambina che salvava i libri (in originale The Book Thief). Io il film non l'ho visto perchè si vede che quando è uscito non ero in vena di deprimermi, e francamente non sbavavo nemmeno dalla voglia di leggere il libro, se non che mio marito l'ha comprato e così ne ho approfittato. Storia di una ladra di libri effettivamente ha tutti i numeri della grande storia; i protagonisti sono accattivanti, la situazione è quella che è (siamo nella Germania nazista durante la guerra) e il fatto che la bambina rubi dei libri si presta come metafora della cultura contro la barbarie (anche se io non l'ho percepito in questo modo), e difatti non posso dire che il romanzo non mi sia piaciuto, ma credo che lo avrei apprezzato molto di più se fosse stato diverso lo stile con cui è scritto. Lo so, ho appena detto un'eresia, perchè immagino che lo stile sia esattamente quello che l'ha reso popolare e che ha contribuito a fargli vincere molti premi. Del resto non penso di essere di vedute tanto ristrette da non gradire le cose fuori dall'ordinario, perciò si vede che questa è una semplice questione di gusti. Poi devo dire che adesso mi è venuta la curiosità di vedere anche il film, ma temo una delusione più forte delle solite.


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