venerdì 26 febbraio 2016

un paese avanzato


Abbiamo dei parlamentari decisamente di ampie vedute, difatti dal testo di legge per le unioni civili, finalmente approvato, è stato fra l'altro tolto l'obbligo di fedeltà. Immagino quanto stiano rosicando i frequentatori (uomini e donne) dei vari siti d'incontri o di comunità come Libero, da sempre costretti a inventarsi nicknames e identità parallele per non fare scoprire le loro tresche ai rispettivi partner. E comunque io come etero mi sento discriminata! XD


mercoledì 24 febbraio 2016

The X-Files, decima stagione


Non potevo esimermi dal vedere la nuova, breve stagione degli X-Files, da sempre una delle mie serie TV preferite. Ieri sera c'è stata l'ultima puntata che credo abbia lasciato a bocca asciutta un sacco di persone, in quanto si sperava che this is the end significasse finalmente la spiegazione su tutta la questione degli alieni, e invece no: un bel palmo di naso come al solito. C'è da dire che non è esclusa un'altra serie in futuro, al momento i produttori stanno valutando se ne vale la pena in base al successo di questa. Personalmente ho inteso questa mini-serie come un omaggio alle nove precedenti, e non tanto come la volontà di mettere il punto finale. Se tre puntate (le prime due e l'ultima) sono infatti dedicate al complotto alieno, le altre tre sono una sorta di campionamento di quel genere di storie soprannaturali e inspiegabili, a tratti assimilabili all'investigazione criminale classica, con in più il pizzico di attualità dato dal terrorismo islamico. Della coppia Mulder-Scully mi mancano i battibecchi dei primi tempi, che si è tentato di far rivivere introducendo una nuova coppia di agenti che li riproducono, ovvero la scettica Einstein e il più aperto Miller; sia Walter Skinner che l'uomo che fuma sono ancora vivi e vegeti, e nell'ultima puntata riappare anche Monica Reyes. A me alla fine l'episodio che è piaciuto di più è il terzo, ovvero Mulder and Scully Meet the Were-Monster; l'ho trovato ironico e intelligente, in più ho avuto la fortuna di potermelo godere in originale (gli altri li ho visti insieme ai miei figli che non amano i sottotitoli), e mi ha ricordato il mio episodio preferito di sempre, ovvero Small Potatoes (quarta stagione).


lunedì 22 febbraio 2016

The Danish Girl


Ho un debole per Eddie Redmayne dai tempi di I pilastri della terra, anche se non ho visto il film con il quale ha vinto l'Oscar, per dire. Questo qui mi incuriosiva per via dell'argomento e ho deciso di vederlo malgrado le critiche tiepidine che avevo letto. A cose fatte, mi tocca di concordare. Il problema secondo me sta nella regia, che mi è parsa piatta come la Pianura Padana, ed è un gran peccato perchè sia Redmayne che Alicia Vikander (che interpreta Gerda Wegener) sono stati molto bravi.


Eddie Redmayne trasformato in Lili Elbe

La storia è quella di Einar Wegener, poi diventato Lili Elbe. Wegener è stata la prima persona a sottoporsi a intervento chirurgico per cambiare sesso e spiace dire che ci ha lasciato le penne. Era il 1930 e la procedura era ancora sperimentale; nel film hanno semplificato, ma il vero Wegener di operazioni ne fece cinque in due anni. Redmayne ha certamente la presenza adatta a risultare credibile sia in vesti maschili che femminili e credo che sia lui a salvare il film.


il vero Einar Wegener

Il vero Einar Wegener era un pittore di fama e anche sua moglie Gerda Gottlieb faceva la pittrice. Pare che la molla che abbia fatto scattare in Wegener la consapevolezza di essere una donna in un corpo maschile sia stata il fatto che la moglie gli chiese di posare per lei in abiti femminili. Non solo: Gerda finì per acquisire fama proprio grazie ai ritratti en travesti del marito. Deve essere stata una donna di larghe vedute, poichè gli rimase vicina per molti anni malgrado Wegener finisse per vivere apertamente in abiti femminili, anche se in seguitò si risposò.




Queste sono invece due foto di Wegener in versione Lili Elbe, ma non so in che anno sono state scattate e quindi non so se aveva già affrontato o no le prime operazioni.



Ecco invece uno dei quadri di Gerda che raffigura Gerda stessa sulla sinistra e Lili Elbe sulla destra.



Infine, ecco la vera Gerda e il vero Einar insieme.


venerdì 19 febbraio 2016

but I still haven't found what I'm looking for


Siccome va di moda fare il post nel quali si informano i lettori dei motivi della propria latitanza, perchè proprio io dovrei esimermi? In realtà so che non è necessario perchè questo blog parte già senza la regola di dover scrivere per forza ogni giorno oppure a intervalli regolari, e si basa piuttosto sul concetto di scrivere quando si ha qualcosa da dire. In realtà mi sembra più che altro un contenitore di recensioni assortite, ma vabbè, si vede che in questo periodo va così. In realtà di cose da dire ne avrei, di pensieri che mi frullano per la testa pure, è solo che quando penso di metterli giù in maniera coerente, me ne passa subito la voglia. Sarà che alla fine è già stato tutto detto da altri, quasi sempre in maniera più tempestiva e spesso migliore di quanto non farei io. In questi giorni, benchè io non sia di cattivo umore, prevale un senso di amarezza generalizzata. L'ignobile spettacolo che stanno dando i nostri parlamentari sul decreto Cirinnà se da un lato non mi meraviglia più di tanto (dopotutto siamo in ItaGlia), dall'altro mi riempie di nausea perchè avevo ingenuamente sperato che prevalessero civiltà e buon senso. La tragica fine di Giulio Regeni, per la quale molti invocano verità e giustizia, resterà come sempre una vicenda sulla quale potrà essere fatto poco della prima e nulla della seconda, e questo perchè dietro questo genere di cose c'è sempre una connivenza dei governi; come la sfanghiamo, portiamo in tribunale Abd al-Fattah al-Sisi? Ma poi anche le piccole cose finiscono per farmi andare giù la catena, tipo certe uscite apparentemente condivisibili che però, a ben guardare, nascondono una mancanza di rispetto per il prossimo. In effetti, detto ciò, è un miracolo che non mi sia venuta una crisi depressiva in piena regola... Ah, sono pure stata segata (per un solo punto) all'esame di giapponese, ma me l'aspettavo perchè a questo giro avevo studiato poco e quindi ben mi sta. Gennaio e febbraio comunque si confermano i corrispettivi di luglio e agosto, ovvero due mesi in cui combino poco o niente perchè mi crogiolo nella pigrizia; in questo caso il motivo non è il caldo eccessivo che mi immobilizza, ma lo stress post-traumatico da feste natalizie (più o meno). Vabbè, obiettivamente in inverno non è che si fanno tutte queste cose... La sensazione comunque è quella di essere in stand-by, in attesa di diventare più attiva e produttiva con l'inizio della bella stagione. Bene, prossimamente torno alle solite recensioni, che mi sa che è meglio XD


mercoledì 17 febbraio 2016

les amours imaginaires


Francis e Marie sono molto amici, ma da amici diventano rivali in amore quando entrambi si prendono una bella scuffia per l'affascinante Nicolas. Assistiamo così al progressivo deterioramento del loro rapporto che va di pari passo con i tentativi di accattivarsi le attenzioni di Nicolas e che si conclude con uno scontro fisico. Le rispettive, impacciate dichiarazioni a Nicolas vengono però rifiutate, e così Francis e Marie, ritrovatisi con un palmo di naso, a distanza di un anno sono tornati i buoni amici di prima, almeno fino a che una nuova scuffia non minerà il loro rapporto.

I tre protagonisti: Francis (Xavier Dolan),
Nicolas (Niels Schneider) e Marie (Monia Chokri)




Raccontata così, la trama potrebbe non sembrare chissà che, ma devo dire che questo secondo film di Xavier Dolan (autore anche della sceneggiatura e all'epoca ventunenne) mi è piaciuto molto. Naturalmente tutto il merito sta nella maniera in cui la storia è raccontata; Dolan sceglie la strada del dettaglio, del mostrato più che del detto (il detto è rappresentato piuttosto dai monologhi di alcuni personaggi estranei alla trama che raccontano le loro esperienze di amori immaginari), ma riesce a descrivere in maniera molto efficace i vari passaggi: l'innamoramento, l'amicizia che diventa prima rivalità e poi ostilità, l'ansia di sapere se i propri sentimenti sono corrisposti, infine la cocente delusione che si trasforma in rabbia per auto-difesa. Il grande punto interrogativo per me però resta Nicolas. Ovvero: è un ingenuo o un narciso conscio del proprio fascino? Egli infatti è ambiguamente espansivo nei confronti di entrambi, tanto da riuscire a illuderli del suo interesse nei loro confronti, ma davanti all'evidenza del loro amore per lui diventa freddo come un iceberg e si allontana senza rimpianti. Interessante la scelta di Bang Bang cantata da Dalida come leitmotiv. Insomma, bravo Dolan, per ora mi sta soddisfacendo!


sabato 13 febbraio 2016

Storia di una ladra di libri - Markus Zusak



Prima i colori.
Poi gli esseri umani.
É così che di solito vedo le cose.
O almeno ci provo.


Questo romanzo ha vissuto una seconda ondata di notorietà dopo che ne è stato tratto un film, in quanto era già stato precedentemente distribuito con il titolo di La bambina che salvava i libri (in originale The Book Thief). Io il film non l'ho visto perchè si vede che quando è uscito non ero in vena di deprimermi, e francamente non sbavavo nemmeno dalla voglia di leggere il libro, se non che mio marito l'ha comprato e così ne ho approfittato. Storia di una ladra di libri effettivamente ha tutti i numeri della grande storia; i protagonisti sono accattivanti, la situazione è quella che è (siamo nella Germania nazista durante la guerra) e il fatto che la bambina rubi dei libri si presta come metafora della cultura contro la barbarie (anche se io non l'ho percepito in questo modo), e difatti non posso dire che il romanzo non mi sia piaciuto, ma credo che lo avrei apprezzato molto di più se fosse stato diverso lo stile con cui è scritto. Lo so, ho appena detto un'eresia, perchè immagino che lo stile sia esattamente quello che l'ha reso popolare e che ha contribuito a fargli vincere molti premi. Del resto non penso di essere di vedute tanto ristrette da non gradire le cose fuori dall'ordinario, perciò si vede che questa è una semplice questione di gusti. Poi devo dire che adesso mi è venuta la curiosità di vedere anche il film, ma temo una delusione più forte delle solite.


venerdì 5 febbraio 2016

la ggente sta male


Stavo leggendo delle polemiche che si sono scatenate quando sono stati resi noti i prezzi dei biglietti dei concerti che Bruce Springsteen terrà in Italia a luglio. I fan si sono indignati (a dir poco) perchè sono troppo elevati, ma la cosa che mi ha lasciato a bocca aperta è che ci sia stato chi ha minacciato di morte gli organizzatori del concerto. Allora: di che cosa stiamo parlando? Di una nuova tassa che toccherà pagare a tutti? Dell'abolizione di un diritto fondamentale? No, stiamo parlando di un semplice concerto. Capisco che tiri il culo se il costo del biglietto è troppo elevato. Del resto anch'io, quando è stata aperta la prevendita per il concerto dei Cure e mi sono trovata davanti a cifre assurde, ho tirato le mie quattro madonne, ma poi ho pensato ok, se trovo il biglietto a prezzi umani bene, sennò mi sto a casa, con tutto che adoro Robert Smith. Ma augurare la morte agli organizzatori? Mi sa che c'è qualcosa che non va...

mercoledì 3 febbraio 2016

J'ai Tué ma Mère


Lo storico cineclub della mia città ha organizzato una breve rassegna su Xavier Dolan, il giovane geniale regista canadese del quale finora ho soltanto sentito parlare (bene). Ghiotta occasione per mettermi in pari dunque, anche se uscire dopo cena con questo freddo non è proprio la cosa che mi entusiasmi di più al mondo. Il primo film in programma è anche il primo girato da Xavier Dolan quando aveva appena diciannove anni. Mostra il rapporto molto conflittuale, di amore-odio, fra un adolescente e sua madre. La donna è divorziata ed ha tirato su il ragazzo da sola, il padre si fa vedere solo per le feste comandate, e il ragazzino, che ha talento per la scrittura, è pieno di astio nei confronti della madre. Certo, a sedici anni sarebbe più strano che uno coi genitori ci andasse d'accordo, ma c'è da dire che anche lei ci mette del suo. E così i due alternano abbracci e ti voglio bene a furiose litigate e ti odio. Il ragazzo arriva addirittura a dire alla propria insegnante che la madre è morta, mentre la madre s'incazza quando scopre per vie traverse che il figlio è gay, non perchè sia gay, ma perchè non glielo ha confidato dimostrando di non fidarsi di lei. Eccetera. Il film mi è piaciuto e l'ho trovato maturo, considerata appunto la giovanissima età di Dolan quando l'ha girato. E' certamente un ottimo esordio, preludio dei tanto incensati lavori successivi.



Xavier Dolan è nato nel 1989 a Montréal ed ha cominciato a recitare da bambino. Finora ha realizzato cinque film, ciascuno dei quali ha vinto qualche premio.