giovedì 3 dicembre 2015

R.I.P.


Mi rendo conto che al mondo esistono problemi molto più gravi, però credo di non offendere buonisti e benpensanti se personalmente mi cruccio per via di una triste notizia che leggevo in questi giorni: la mitica Holga esce di produzione. Per quelli che si interessano alla lomografia, è come dire che viene a mancare un pilastro fondamentale; insieme alla Diana infatti questa macchina è tra le più popolari. 


Devo confessare che da principio ho fatto un po' di resistenza nei suoi confronti, ma non tanto per via della macchina in sè, quanto per colpa delle politiche della Lomography Society International che vende queste macchinette plasticose a peso d'oro. Capisco le logiche del mercato, ma non condivido il principio di voler sfruttare i polli a tutti i costi. 


Di conseguenza per un paio di anni mi sono fatta bastare le due Diane (originali, non made in Lomography) che avevo raccattato su Ebay a prezzi umani. Poi però ho pensato di seguire il suggerimento di molti: la Holga va comprata a Hong Kong. Non fisicamente, anche se un viaggetto fino a Hong Kong me lo farei pure, ma dai venditori Ebay cinesi. 


E difatti loro la Holga te la vendono in tutte le salse (ne esistono diverse varianti) e a prezzi bassi. Unico neo: è vero che le spese di spedizione non te le fanno pagare, ma bisogna mettere in conto lunghe attese e l'evenienza che il pacchetto si perda per la via, vedi la prima Holga che ordinai (in versione 35mm) e che mi deve ancora arrivare. 


La seconda (versione 120mm con le lenti in vetro che, a detta degli esperti, garantiscono immagini più oniriche di quelle di plastica) mi è fortunatamente arrivata sana e salva ed è stato amore a prima vista, tanto che ormai è entrata nella rosa dei miei pezzi di plastica preferiti, e di qui il mio grande dispiacere nell'apprendere che non verrà più prodotta. 


Tra l'altro la Holga è anche molto versatile; non tanto sotto l'aspetto tecnico (infatti è improntata alla semplicità e offre una scelta di soli due diaframmi che, insieme alla distanza di messa a fuoco, vanno selezionati manualmente; il tempo è fisso ma la posa B è consentita), quanto perchè offre la possibilità di fare esposizioni multiple, inoltre è fornita di una mascherina che permette di scegliere tra scattare in formato quadrato o rettangolare.


Così, per consolarmi, ho deciso di prendermi la versione pinhole, prima che le scorte si esauriscano e che i prezzi diventino proibitivi a causa di ciò (vedi le pellicole istantanee in bianco e nero della Fuji, i cui prezzi sono diventati scandalosamente alti non appena si è saputo che non sarebbero state più prodotte). Insomma, continueremo a vederne delle belle!


Tutte le foto di questo post sono state realizzate con la mia Holga.

Nessun commento:

Posta un commento