giovedì 17 dicembre 2015

provare a ottimizzare


Ieri l'altro mi è toccato andare a Bologna. Ho un rapporto controverso con questa città, che pure ho frequentato con cadenza bisettimale per tre anni quando studiavo. Bologna è una bella città, quello che non riesco a sentire in sintonia è il suo ritmo, il che è strano, perchè ad esempio non ho questo problema a Firenze che pure non è certo calma e rilassata. Ad ogni modo, Bologna non è il genere di posto in cui mi viene da dire parto e vado a fare due passi. Però, ogni tanto mi tocca andarci, vuoi perchè c'è una mostra che mi interessa, vuoi perchè devo incontrare qualcuno. A questo giro mi dovevo vedere con l'avvocato che segue le mie tribolazioni tributarie e, data l'infausta occasione, ho deciso che necessitavo di un contentino per risollevare il tono della giornata e ammortizzare il costo del biglietto del treno. Una conoscente mi aveva detto che dietro San Petronio c'è un ascensore che sale al terrazzo panoramico allestito sull'impalcatura del restauro; siccome mi piace vedere le cose dall'alto, volevo andarci, ma purtroppo tra settimana si accede solo ad orari fissi e avrei dovuto aspettare due ore, cosa che mi avrebbe poi costretto a rientrare più tardi del preventivato. Così mi sono consolata con un bel pranzetto a base di cotoletta alla bolognese e patate al forno, accompagnato da una birretta e completato col caffè di rito, il tutto consumato alla Trattoria del Rosso in Via Augusto Righi 30 (diventata il mio ristorante di riferimento a Bologna, visto che la posizione è comoda, il cibo è buono e i prezzi onesti). Per il resto non ho potuto che confermare la solita impressione: Bologna mi fa venire l'ansia.


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