martedì 10 novembre 2015

la maniera migliore per liberarsi delle tentazioni...


... è cedervi, naturalmente. Sono due settimane che sono presa dalla frenesia del riordino. Con buona pace di Marie Kondo, sono sempre stata brava a ordinare a organizzare la cose, tanto che sono convinta che potrei diventare un'ottima assistente-riorganizzatrice per i disordinati cronici. Oltre ad occuparmi della cantina e della mia stanza, ho messo mano anche ai miei file, comprando un nuovo disco rigido esterno per alleggerire la memoria del computer. Mi sono così ritrovata a spulciare cose archiviate da tempo delle quali non dico che avessi perso la memoria, ma quasi. Per esempio, mi sono capitate sotto gli occhi le foto che avevo fatto per il mio primo 365 project. Si trattava di una serie di fotografie digitali ritagliate in formato quadrato che avevano coperto un arco di tempo compreso fra maggio 2011 e maggio 2012. Queste foto erano state postate su di un blog privato, scelta dettata dal fatto che c'erano diversi autoritratti, e purtroppo ero stata piuttosto indisciplinata nel postarle, nel senso che l'idea iniziale era appunto quella di mettere una foto al giorno, ma avevo finito per esagerare e metterne spesso di più. Ad ogni modo, rivederle mi ha fatto tornare in mente quanto mi sono divertita a scattarle. Un 365 project, a meno che uno non si dia degli argomenti, finisce per diventare un diario fotografico vero e proprio, così rivedere certe immagini è come rivedere frammenti della propria quotidianità, ricordando le cose fatte e viste. Visto il piacere che provo nello scrivere un diario, avere sotto gli occhi anche l'equivalente fotografico per me è bellissimo. Insomma, riguardando quelle foto mi è venuta una gran voglia di ricominciare un progetto simile, che però avrebbe senso in digitale per poter vedere le immagini in tempo reale. L'unica cosa che ricordo con insofferenza di quel progetto è il fatto di dovermi continuamente trascinare dietro la reflex digitale che ha il suo bell'ingombro; un conto è quando uscivo al solo scopo di fotografare, un altro quando magari mi limitavo ad andare al mercato a fare la spesa o quando viaggiavo e avevo pure dietro le macchine analogiche. Vero è che possiedo una compattina digitale, macchinetta che in passato mi ha dato non poche soddisfazioni, ma che ora non mi soddisfa più (ah, il problema dei paragoni!). Per farla breve, ho cominciato a meditare su come risolvere la cosa, ovvero sul tipo di macchina fotografica che potesse unire la leggerezza e le piccole dimensioni di una compatta e la qualità d'immagine di una reflex. Risposta: una mirrorless. Malgrado sia fuori dal mondo digitale, da tempo sento parlare di queste nuove macchine che uniscono infatti tutti questi aspetti. Ho fatto quindi una rapida ricerca, anche perchè non volevo spendere una cifra folle, ed ho optato per quella che vedete nella foto in alto: l'Olympus PEN E-PL7. Tra l'altro l'Olympus Pen nasce come half frame analogica, io ne ho una che adoro! Per cominciare penso che mi farò bastare il piccolo zoom in dotazione con il kit, ma volendo potrei anche acquistare un altro obiettivo. Vedremo. Intanto, conoscendomi, so che non aspetterò di certo il primo gennaio per dare il via al nuovo 365 project. Mi basterà prendere confidenza con la macchinetta e poi... via!!

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