lunedì 26 ottobre 2015

viaggiare 2.0


Per la maggior parte della mia vita ho viaggiato in compagnia: dei miei genitori prima, del mio ragazzo/marito poi. Viaggi con gli amici rarissimi, perchè prima di fidanzarmi i miei non mi lasciavano e dopo c'era appunto di mezzo il ragazzo. Il sapore del viaggio in solitaria l'ho scoperto solo da pochi anni, arrivando ad apprezzarlo al punto che ormai non vi so più rinunciare. Viaggiare da sola significa farlo in maniera del tutto diversa da prima. Ho sempre criticato mio marito per l'eccessiva pianificazione e per i tour de force ai quali mi costringeva, ma devo ammettere che anch'io programmo e finisco per camminare da mattina a sera, solo che farlo per libera scelta e non perchè sto seguendo un altro è ovviamente diverso. Non è solo questo: da sola faccio cose che non farei se fossi insieme a lui e ultimamente ho cominciato ad essere anche più pigra, per esempio concedendomi il pranzo al ristorante invece che mangiare qualcosa al volo. L'ultimo viaggio che ho fatto poi è stato ancora più particolare per il fatto che ero in appartamento; malgrado mi svegliassi presto, facevo con calma colazione e mi mettevo pure a leggere in totale relax prima di uscire. Alcune volte sono tornata per pranzare o riposare, agevolata dalla prossimità alla fermata della metropolitana. Oltre ad aver cominciato a prenderla con più calma e ad essere elastica con i programmi, ho anche smesso di fare la turista diligente. Con mio marito non ci si perdeva un solo monumento o museo, ma da sola preferisco andare a sentimento e passare magari due ore al mercato delle pulci. Se il tempo è bello, mi piace girovagare piuttosto che rinchiudermi fra quattro mura. Può darsi che culturalmente mi perda qualcosa, però mi rilasso e mi diverto. Non mi curo dell'orologio, dopotutto sono in vacanza e chi se ne frega se esco alle 10 invece che alle 8. Mi piace questo cambiamento!

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