sabato 23 gennaio 2021

October faction

Tratta dal fumetto omonimo, questa serie si compone di una sola stagione in quanto Netflix ha deciso di non produrne altre. Per fortuna il finale è solo leggermente aperto e la vicenda principale si conclude, così almeno non sono rimasta col solito palmo di naso. Il fumetto non lo conosco, quindi non posso fare paragoni, anche se solamente guardando le copertine dei volumi è chiaro che c'è stato il solito intervento di correzione etnica, e mi chiedo se anche l'orientamento sessuale di uno dei personaggi non sia stato cambiato. Quello che posso dire è che siamo davanti a un prodotto senza infamia e senza lode, nel senso che mi è piaciuto abbastanza da farmi arrivare alla fine, ma non mi ha entusiasmato al punto da rammaricarmi per la mancanza di un prosieguo. Il genere è fantastico: i mostri esistono ed è compito di un'organizzazione segreta identificarli ed eliminarli. Fred e Deloris sono due agenti di questa organizzazione, ma ai figli Viv e Geoff non hanno mai detto quello che fanno. I ragazzi però cominciano a sviluppare degli strani poteri: Viv ha delle visioni del futuro e Geoff vede i fantasmi. Tutto questo mentre la famiglia è tornata a vivere nella dimora  avita dopo che il nonno è morto. La cosa non piace a nessuno: ai genitori per via dei ricordi dolorosi, ai ragazzi perchè non riescono a inserirsi a scuola. Non è quello però il loro principale problema...


giovedì 21 gennaio 2021

Destini in fiamme (Le Bazar de la Charité)


Il 4 maggio 1897 a Parigi si svolgeva il Bazar de la Charité; si trattava di un evento a scopo benefico giunto alla sua terza edizione, che quell'anno era ospitato in un capannone di legno con fondali di stoffa, cartone e cartapesta. Oltre alla vendita per beneficenza, vi si svolgevano alcuni intrattenimenti, come la proiezione di filmati, all'epoca ancora una novità. L'invenzione dei fratelli Lumière, il cinematografo, funzionava con lampade alimentate ad etere, e fu proprio questo che causò il disastro: l'aiuto-proiezionista, al quale era stato chiesto di fare luce dal collega che doveva sostituire una lampada esaurita, accese un fiammifero e bum, l'etere prese fuoco e, a causa dell'alta infiammabilità dei materiali, nel giro di venti minuti il capannone finì raso al suolo con all'interno ancora un grande numero di persone. Si contarono 126 vittime, quasi tutte ricche dame dell'alta società parigina (la più famosa fu Sophie-Charlotte, duchessa di Baviera e sorella dell'imperatrice Sissi), i cui cadaveri erano così malridotti che per il riconoscimento ci si basò sui gioielli indossati. Parte da tale premessa questa miniserie francese che immagina le sorti di tre donne scampate all'incendio: Adrienne, che è uscita prima dell'incendio per incontrare l'amante e ha colto l'occasione per farsi credere morta dall'odioso marito che le nega il divorzio; Alice, che viene tratta in salvo da un eroico anarchico, in seguito falsamente accusato di aver messo una presunta bomba che avrebbe scatenato l'incendio; e infine Rose, la dama di compagnia di Alice, che è rimasta sfigurata e che viene scambiata per Odette, la figlia di una ricca famiglia. Siamo ovviamente sulla sponda del melodramma, ma di quello fatto bene, e infatti a me la serie è piaciuta, così come mi è piaciuta la conclusione. Mi è anche venuto da pensare alle peripezie inventate da Carolina Invernizio (per altro attiva in quel periodo).


martedì 19 gennaio 2021

una serie di sfortunati eventi

Non ricordo se avevo visto il film con Jim Carrey, tratto dal primo libro dell'omonima serie di romanzi per ragazzi; questa serie invece copre l'intero arco della narrazione. Mai letto questi libri, ma se fanno ridere quanto mi ha fatto ridere la serie li dovrei recuperare assolutamente anche se non ho più dodici anni! Ho trovato infatti il tutto un piccolo capolavoro di humour nero. Protagonisti sono i tre orfani Baudelaire - Violet, Klaus e Sunny – e il malvagio Conte Olaf. I genitori dei ragazzini sono periti in un incendio doloso ed essi vengono affidati ad Olaf che dovrebbe far loro da tutore, ma che in realtà è interessato solamente a incassare la cospicua eredità della quale Violet potrà disporre solo al raggiungimento della maggiore età. Il curatore testamentario, lo svampito Mr. Poe, non sospetta nulla delle trame di Olaf, e continua a non credere ai ragazzi ogni volta che, passati di tutore in tutore, essi gli dicono che Olaf ha assunto un qualche travestimento per poter rimettere le sgrinfie su di loro – e sull'eredità. L'ambientazione è in stile vagamente steampunk e già da sole le scenografie meriterebbero la visione, ma il tutto è condito da una grandissima dose di ironia e comicità e non ho potuto fare a meno di divertirmi come una matta assistendo alle vicende surreali – e sfigatissime – dei poveri orfani Baudelaire.


domenica 17 gennaio 2021

Intervallo

Inauguro oggi un nuovo spazio che nelle mie intenzioni dovrebbe diventare mensile. Si tratta di una raccolta di pillole: pensieri, cose che mi hanno colpito, varie ed eventuali. Non garantisco che diventi la costante che vorrei che fosse, anche l'anno scorso mi ero ripromessa di dare più spazio ai miei pensieri su questo blog e invece è finita con la solita sfilza di recensioni. Vediamo come va quest'anno...

Negazionismo e strizza

Incontro una conoscente che non vedo da tempo; come stai e cose così, quella si lamenta che al lavoro non ne può più anche perchè l'unica collega con la quale era in sintonia è diventata negazionista, quindi addio. Aggiunge che, secondo lei, i negazionisti fondamentalmente hanno paura di ammalarsi e morire, di conseguenza negare che esista il covid li fa sentire sicuri e tranquilli. Non l'avevo mai vista così, però in effetti può avere senso. 

A proposito del vaccino, questa l'ho vista su Facebook e mi ha fatto troppo ridere!


Oroscopo cinese


Da qualche anno mi diverto a leggere l'oroscopo cinese. Questo sarà l'anno del bue, ma non comincerà prima del 12 febbraio. In generale pare che sarà un anno fortunato e perfetto per focalizzarsi sulle relazioni, che siano amicali o romantiche, nonchè per sistemare le cose in famiglia. Sarà anche un anno in cui il lavoro sarà premiato, ma in cui sentiremo il peso delle responsabilità, e in cui occorrerà essere particolarmente disciplinati e impegnarsi il doppio per ottenere il solito. Non sono previste nuove catastrofi mondiali. Anche se leggo gli oroscopi per divertimento, senza crederci, devo dire che come previsioni ci stanno, considerato il contesto in cui viviamo!


Queste invece sono in sintesi le previsioni per il mio segno. Ho deciso di riportarle così poi a fine anno posso controllare se ci hanno preso XD

Ordinare i libri


Pare che per avere una libreria figa, il nuovo trend sia di mettere i libri al contrario; in questo modo si elimina il problema dei dorsi di colore diverso ottenendo un'uniformità più elegante e che non stride con l'insieme. Leggo da sempre e per me i libri sono oggetti dei quali non saprei fare a meno, non li ho mai considerati come dei semplici complementi d'arredo o come sfoggio rivolto agli ospiti, e invece pare che ci sia gente per cui sono esattamente questo. Un'altra cosa che mi ha fatto ridere è stato un commento sotto un articolo che parlava di questo nuovo fenomeno: visto che la maggior parte di coloro che dispongono in maniera maniacale i libri o non li leggono, o il tengono solo come ornamento, non cambierebbe molto. Non ho risposto perchè ho smesso da un pezzo di fare polemica su Facebook, ma mi sarebbe piaciuto replicare a questo signore che io ho sempre tenuto i miei libri in ordine per genere e per autore - dunque disposti in maniera maniacale, presumo - proprio perchè li leggo e in questo modo li trovo subito!





venerdì 15 gennaio 2021

Il detective Kindaichi - Yokomizo Seishi

Ero intento a scrivere questo romanzo quando avvertii il bisogno di visitare almeno una volta la casa in cui fu consumato quell'orrendo delitto. Fu così che un pomeriggio di inizio primavera brandii il mio bastone e uscii di casa.

Yokomizo Seishi è stato uno dei primi giallisti giapponesi ed in particolare ha avuto il merito di introdurre in patria il giallo di matrice occidentale, specializzandosi nel cosidetto enigma della camera chiusa e guadagnandosi così l'appellativo   di John Dickson Carr giapponese. In questo 本陣殺人事件 Honjin satsujin jiken (il caso dell'omicidio dell'honjin – l'honjin essendo un alloggio per ufficiali del governo) viene presentato per la prima volta l'investigatore Kindaichi Kousuke, giovane e geniale, ma molto trasandato e affetto da balbuzie. Kindaichi viene convocato dal proprio mecenate, che si è trovato coinvolto in un misterioso duplice omicidio in quanto zio di una delle vittime: un uomo facoltoso e sua moglie sono stati trucidati a colpi di spada la sera stessa del loro matrimonio. I due vengono rinvenuti all'interno della loro stanza, chiusa dall'interno, e in giardino non c'è traccia di impronte, che sarebbero facili da vedere poiché è nevicato. Il suono notturno di un koto e la presenza di un uomo misterioso che ha solo tre dita nella mano destra fa quasi pensare che ci sia un elemento soprannaturale, ma Kindaichi comprende rapidamente quello che è davvero successo. Penso che chi non è avvezzo a leggere gialli giapponesi datati possa restare un po' spiazzato dallo stile e dalla maniera in cui le vicende sono narrate; a me invece questa storia è piaciuta ed ho apprezzato la macchinosità del delitto. In futuro penso quindi di recuparare almeno l'altro libro di questo autore attualmente disponibile in Italia.

mercoledì 13 gennaio 2021

le fake news, quelle belle

Ho deciso di condividere con voi questa storia perchè io sono ancora qua che rido... Dunque, domenica pomeriggio trovo un'email di una mia amica giapponese che mi chiede ragguagli sul blackout avvenuto in Vaticano. E' mia abitudine leggere le notizie la mattina a colazione e non ho visto niente su questo argomento, perciò faccio di nuovo il giro dei principali quotidiani italiani e non trovo il minimo cenno a questo presunto blackout. Faccio una ricerca che mi fornisce solo articoli su di un blackout avvenuto a Roma anni fa, oltre a mostrarmi alcuni video su Youtube che riprendono una buia Piazza San Pietro senza alcun commento. Rispondo dunque alla mia amica che si tratta evidentemente di fake news.


Lunedì mattina lei mi risponde che forse qualcosa di vero c'è secondo quanto detto da una sua amica spagnola che ha allegato due link. Li apro e leggo in entrambi giusto tre frasi che affermano che su Twitter si dice che c'è stato un blackout in Vaticano. Quindi? Se io leggo su Twitter che gli asini volano e scrivo sul mio sito di notizie "su Twitter hanno scritto che gli asini volano", vuol dire che gli asini volano? Non sono una giornalista, ma come minimo dovresti fare quello che ho fatto io domenica, ovvero una ricerca sui principali giornali nazionali. Comunque sia, poichè sono una persona curiosa, rifaccio su Google la ricerca generica "blackout Vatican 2021" e scopro che rispetto al pomeriggio di domenica adesso ci sono un sacco di risultati. Il primo link che apro mi mostra questo:


Ora, già il solo titolo è chiaramente delirante, quello che segue è anche peggio. In pratica vi si afferma che nella notte tra sabato 9 e domenica 10 gennaio è stato provocato un blackout in Vaticano per permettere a una task force formata da esercito, Polizia italiana e membri dell'FBI di fare irruzione e arrestare il Papa e altri suoi collaboratori sulla base di ben ottanta capi di accusa che includono pornografia infantile, traffico di esseri umani, incesto, droga e frode. Il Papa sarebbe poi stato portato in una prigione al momento non nota dove gli agenti dell'FBI che lavorano per l'Italia e per l'Interpol lo stanno interrogando. Hanno anche tirato in ballo Giuseppe Governale come capo dell'operazione, evidentemente ignorando che non è più capo della DIA. Hanno anche aggiunto che la notizia è stata mantenuta top secret in tutta Europa, ma per fortuna in Canada e negli Stati Uniti non c'è nessun divieto di divulgazione e che la loro fonte l'avrebbe appresa da un contatto italiano (se volete, l'articolo originale, sempre che non l'abbiano rimosso, è QUI). 

il signore qui sopra non sa nemmeno parlare la sua stessa lingua XD

Allora: se uno avesse un barlume d'intelligenza, la prima cosa che dovrebbe notare è che il Papa è un capo di stato, quindi è impossibile che venga arrestato così, su due piedi. L'FBI poi non si è mai occupata di operazioni all'estero, è la CIA caso mai che lo fa, e comunque le volte che lo fa agisce rapidamente e cercando di non farsi notare. Provocare un blackout in Vaticano non mi sembra proprio che passi inosservato, visto che il Vaticano sta nel mezzo di Roma. A parte che, se davvero il Papa è stato arrestato sabato notte, chi c'era all'Angelus domenica mattina? La sua proiezione olografica? Presumo che il motivo per cui la notizia è top secret in Europa è che solo quei boccaloni dei complottisti americani se la possono bere X°°D 

Non mi è chiaro lo scopo di questa montagna di idiozie. Forse vogliono punire il Papa perchè non ha certo sostenuto Trump alle ultime elezioni; in effetti ho letto anche una teoria secondo la quale dall'Italia sarebbero partite molte schede di voto postale favorevoli a Joe Biden per alterare il risultato delle elezioni. Immagino che le abbiano spedite tutte dal Vaticano XD

Concludo con la ciliegina sulla torta; la mia ricerca mi ha fatto anche approdare al blog di un tour operator americano che vive a Roma. Egli esordisce dicendo di aver ricevuto centinaia di messaggi di gente che gli chiedeva se stava bene e gli domandava notizie sul blackout in Vaticano. Nel suo post ha spiegato la reale situazione ed ha confutato punto per punto tutte le illazioni. Il risultato è stato che a quel punto ha cominciato invece a ricevere una caterva di insulti da gente che non gli credeva; ha perfino girato un video per mostrare che riprendendo di notte il tutto appare più scuro di quanto non è in realtà, ma hanno continuato a dirgli che era lui un fake.

Sinceramente non so che cosa si sta fumando la gente ultimamente. Sono una persona semplice, non ho nemmeno la laurea, però non mi sembra che occorra tanta intelligenza per rendersi conto delle bestialità che girano. Anche se ho detto che tutta questa cosa mi ha fatto morire dal ridere (è vero), in realtà mi ha anche lasciato incredula e amareggiata visto che questo è solo uno episodio dei tanti che si vedono in giro. 

Il mio blog è poco visitato e quindi questo post lo leggeranno giusto i soliti affezionati. Nel caso però passasse di qui qualche esaltato, ribadisco la mia politica riguardo a troll e haters: non rispondo ma non cancello i commenti, li lascio a imperituta memoria della loro idiozia. 


lunedì 11 gennaio 2021

Frontiera verde

Passare dai Pirenei alla foresta tropicale è un attimo, almeno su Netflix, ed è proprio quello che ho fatto grazie a questa miniserie. La giovane detective Helena Poveda viene spedita da Bogotà a Puerto Manigua, una località che si trova in prossimità della Foresta Amazzonica e vicina al confine con Brasile e Perù, per indagare sull'omicidio di quattro missionarie. Affiancata dal poliziotto indio Reynaldo, durante il sopralluogo nella giungla Helena trova il cadavere di una donna che pare sia stata uccisa in un rituale. Il cuore infatti le è stato estratto dal petto, ma il corpo non presenta segni di sanguinamento. Le indagini di Helena però sono rese difficili dai poliziotti del posto che non solo non le prestano aiuto, ma presto si rivelano in combutta con un uomo crudele che possiede alcune segherie. Invece la scoperta dell'identità della donna mutilata, anch'essa india, riporta Helena ai segreti della sua infanzia. Questa serie colombiana mi è piaciuta molto, però sono rimasta delusa dal finale che mi è sembrato tronco e non chiaro. Fino ad allora però mi sono goduta l'atmosfera mistica, quasi magica, e mi è piaciuto sapere del coinvolgimento degli indios nella produzione, non solo in veste di attori. Senza calcare troppo la mano, si parla dei problemi di sfruttamento della foresta, argomento ahimè noto, in confronto ai quali sembra che nessuno sia in grado di fare nulla per via dei forti interessi economici che ci stanno dietro e della violenza delle persone senza scrupoli che li perseguono. In questa luce i personaggi di Yua e Ushe, i due indios dotati dello speciale potere di comunicare con quello che chiamano l'albero della vita, appaiono ancora più coraggiosi e insieme commoventi, ultimo baluardo quale sono di uno stile di vita in armonia con la natura e che della natura conosce i segreti. Peccato appunto per il finale, che avrei voluto più articolato.

venerdì 8 gennaio 2021

Glacè

Questa miniserie è tratta dall'omonimo thriller di Bernard Minier; in Francia il libro ha avuto molto successo ed ha vinto alcuni premi. Siccome questa serie mi è piaciuta molto, sto meditando seriamente di recuperare anche il libro. Siamo nei Pirenei, non molto lontano dai confini con la Spagna; il tutto si svolge tra la vigilia di Natale e Capodanno, quindi, manco a farlo apposta, l'ho pure guardata nel periodo giusto! Il comandante Servaz – qui alla sua prima indagine – viene spedito da Tolosa a investigare sulla decapitazione di un prezioso purosangue di proprietà di un riccone del posto; il corpo del cavallo è stato lasciato in bella vista lungo i piloni della funivia, la testa invece dentro una cappella. A Servaz sembra strano che lo abbiano convocato per un caso del genere, tanto più che la polizia locale sembra perfettamente in grado di sbrigarsela da sola; quando però vicino alla testa del cavallo viene rinvenuto il capello di un assassino psicopatico che lui aveva arrestato dieci anni prima, si capisce che le cose sono più complicate di quanto sembrano. Le difficili indagini finiscono anche per patire per via del coinvolgimento personale nei fatti di Servaz e della sua collega Ziegler. Davvero un bel giallo, con personaggi che restano impressi – ad esempio, lo psicopatico è veramente odioso! Inoltre c'è il vantaggio che si tratta solo di sei episodi. 


mercoledì 6 gennaio 2021

Bridgerton

Non amo seguire le masse, ma questa serie che al momento guardano tutti mi è sembrata il giusto antidoto per gli orridi vampiri di Van Helsing. Bridgerton è tratta da una serie di nove fortunati romanzi a firma Julia Quinn, prolifica e popolare autrice americana. Non li conosco, quindi non so dire quanto la serie sia fedele all'originale, magari provvederò in seguito. Siamo nell'Inghilterra di inizio Ottocento; un'Inghilterra piuttosto particolare e storicamente inventata, visto che la società è multietnica e, benchè siano rispettate tutte le rigide regole che la governavano, perfino la regina è di colore. La famiglia Bridgerton è composta da madre vedova e otto figli, quattro maschi e quattro femmine. Naturalmente la preoccupazione principale è di sposare bene le ragazze, la prima della quale, Daphne, al suo debutto cattura l'attenzione della regina. Suo fratello Anthony, il capofamiglia, mette però in fuga tutti i suoi pretendenti salvandone solo uno, a suo dire adatto, che però Daphne detesta. Entra in scena a questo punto il duca di Hastings, amico di Anthony e libertino, che non vede l'ora di sottrarsi agli obblighi mondani in quanto è considerato un ottimo partito e viene di conseguenza rincorso da tutte le donne in età da marito, ma egli ha giurato sul letto di morte del padre di non sposarsi e di far morire con sé la dinastia. Daphne e il duca stringono un patto fingendosi innamorati dopo che Daphne si è liberata dello scomodo pretendente, cadendo però in disgrazia; come sanno anche i sassi, le coppie per finta finiscono sempre per diventare vere, quindi è chiaro in che direzione procede la storia... Storia che, non dimentichiamolo, è tratta da libri popolari ed è una serie Netflix. Questo per dire che chi si aspetta Jane Austen è meglio che guardi altro. Invece se ci si vuole solo divertire, apprezzando costumi e ambientazione (e io vado matta per film o serie in costume), nonché rifacendosi gli occhi con quel gran pezzo di manzo di Regé-Jean Page (il duca) che, non per essere razzisti, dà moltissimi punti a tutti i visi pallidi del cast, allora si è nel posto giusto. 


lunedì 4 gennaio 2021

Van Helsing

A causa di un'enorme eruzione vulcanica, si crea una sorte di oscurità perenne per via delle ceneri che coprono il sole, e ciò fa sì che i vampiri possano uscire anche di giorno. Guadagnata la libertà di movimento, si mettono anche a espandere il loro regno, trasformando quelli che non dissanguano per nutrirsi. La civiltà crolla, i sopravvissuti devono lottare duramente ogni giorno. In un ospedale ormai abbandonato vive da tempo un marine, l'unico sopravvissuto di un gruppo mandato a recuperare una donna addormentata subito prima della catastrofe; l'altra compagna è una dottoressa che è stata morsa e che il marine tiene in vita nutrendola con il suo sangue. L'arrivo di un gruppo di persone sconvolgerà questa routine consolidata e pure la misteriosa donna dormiente si sveglierà, mostrando poteri inaspettati che potrebbero salvare l'umanità. Serie consigliata agli amanti del gore per via del grande spargimento di sangue nonché di sgozzamenti, mutilazioni e barbarismi vari, mentre chi ha del vampirismo una versione più romantica come la sottoscritta potrebbe rimanerci male. Infatti i vampiri qui sembrano piuttosto degli zombie affamati. E' comunque una serie molto godibile perchè c'è molta azione e perchè i personaggi principali sono ben caratterizzati, inoltre ci sono molti colpi di scena. Direi perfetta per esorcizzare la zuccherosità dei film natalizi – genere che aborro: meglio i vampiri! XD Al momento siamo a quattro stagioni, la quinta (e conclusiva) dovrebbe arrivare nel giro di poco, se tutto va bene.

sabato 2 gennaio 2021

un mese in quattro foto: dicembre


L'ultima volta che sono stata nel negozio dei cinesi c'era un cestone pieno di mutande in offerta: un euro al paio. Mi sono messa a frugare e ne ho trovato alcune che potevano essere adatte per fare cose per le bambole; queste di pizzo per esempio sono servite per un esperimento di lingerie che è riuscito bene, malgrado le madonne tirate (la stoffa di questo tipo non è molto agevole da lavorare).


A dicembre il tempo non è stato proprio il massimo, così ogni volta che è uscito il sole mi sono precipitata fuori a godermelo. Per fortuna ad un certo punto siamo tornati in zona gialla e così mi sono potuta permettere di arrivare fino a Brisighella.



In termini umani, Mafalda ha 72 anni. E un principio di demenza senile, evidentemente, perchè si è messa a fare cose che non ha mai fatto prima, tipo insidiare la mia pasta. Infatti mangia solo le sue cose e non si è mai dimostrata interessata a quello che sta nei nostri piatti.



A vederlo non sembra un granchè, ma per me questo dolce ha il sapore dell'infanzia. Si tratta del monte bianco, e ricordo che quando a casa mia lo facevano ero sempre contentissima perchè mi piaceva un sacco. Il problema è che bisogna lessare le castagne e pulirle a caldo. Ci provai una volta, credo vent'anni fa o giù di lì, ma la scocciatura fu tale che non ci riprovai più. Quest'anno però ho avuto un'idea geniale e ho usato le castagne secche; la mia ricetta poi, a differenza di quelle viste in rete, prevede l'uso del cioccolato fondente anzichè del cacao. Una delizia, insomma.


giovedì 31 dicembre 2020

dicembre solitario

Non sono il Grinch, ma da diversi anni salterei a piè pari Natale, Capodanno ed Epifania. Mi dà fastidio il casino, la gente che a momenti fa a pugni per comprare i regali o i panettoni, la gioiosità che spesso appare posticcia e ipocrita, gli auguri di gente che nel corso dell'anno non si fa mai vedere, i regali di dovere. Un altro dei meriti della pandemia è che quest'anno ho avuto la scusa perfetta per tirarmi fuori da tutto e proseguire il mio regime di romitaggio indisturbata (e soddisfatta).

ciao Prof!

A dicembre purtroppo sono morti ben due dei miei professori del liceo: italiano e greco/latino. Se del primo ho ricordi poco allegri, il secondo era il genere di professore che tutti adoravano e, oltre a quello, anche brillante traduttore e pittore apprezzato. E così riflettevo che, per quanto triste sia quando qualcuno se ne va, se quando pensi a lui ti viene il sorriso perchè hai dei buoni ricordi, allora va bene, vuol dire che quella persona ha portato qualcosa di bello nella tua vita. Ed è esattamente questo che spero per me il giorno che non ci sarò più: che quelli che restano sorridano quando pensano a me.


Avevo avuto una mezza idea di fare un bilancio annuale, ma mi rendo conto che il tutto si riassume in poche parole. Malgrado tutto, il mio 2020 non è stato affatto un anno negativo. Non ho potuto fare certe cose, ne ho fatte altre; non sono stata a lamentarmi per i divieti, ho goduto di ciò che potevo comunque fare. Ho proseguito lungo la strada della consapevolezza e della realizzazione personale; perciò non ho rimpianti, ho comunque vissuto pienamente.



martedì 29 dicembre 2020

letture di dicembre



Davidone Perpenna aveva una faccia colore della roccia, un naso enorme, la mascella prognatica. Era una faccia che sembrava buona per il circo equestre o per fare lo scalatore.

Arraffato un altro dei romanzi di Andrea Vitali saccheggiato da mio marito in biblioteca prima che chiudesse di nuovo causa Covid. A questo giro sono in ballo più di trecento monete antiche d'oro zecchino; le ritrova nell'intercapedine di un muro un sedicente geometra che, lungi dal farlo sapere ai proprietari del muro stesso, pensa bene di intascarseli e usarli per vivere di rendita. Il problema è che siamo nell'Italia degli anni Trenta e l'unico modo per venderle è farle arrivare clandestinamente in Svizzera. Sempre divertente, il Vitali. E non mi stancherò mai di sghignazzare ai nomi che si inventa!



Il sangue non ha odore.
Nello scantinato si sentiva odore di carbone, e di sudore, e un puzzo acido che veniva da un angolo, dietro uno dei grossi bidoni pieni di carbone. Ma l'ispettore Steve Carell non sentiva l'odore del sangue.

Con lo pseudonimo di Ed McBain, Evan Hunter ha scritto una serie di gialli con protagonisti i detectives dell'87° distretto di polizia di New York: la bellezza di cinquantasei titoli dal 1956 al 2005. Questo Ax è del 1964 ed è il diciottesimo. La vittima è l'anziano custode di un palazzo, brutalmente ucciso a colpi d'ascia. Difficile capirne il motivo, in quanto l'uomo non sembra essere immischiato in niente di losco, almeno fino a quando non salta fuori che ha sempre avuto tra le mani più denaro di quanto un semplice portiere potrebbe permettersi.  Mi è capitato di incrociare McBain/Hunter anche in passato; è uno di quegli autori con i quali si va sul sicuro. Questo giallo quindi è stato come mi aspettavo: piacevole da leggere, con alcuni personaggi pittoreschi e un colpevole insospettabile.


Anche se ha fatto tutto quello che c'era da fare, anche se ha raggiunto quel che si era prefissata, c'è ancora qualcosa di sostanziale che la rende infelice.

Attraverso l'analisi della figura di otto donne che appartengono al mito o alla letteratura, i miei due filosofi preferiti si occupano di quello che chiamano il problema senza nome, ovvero ciò che impedisce alle donne di sentirsi realizzate e felici. Per esempio ci sono condizionamenti inconsci per il semplice fatto di essere nate donne che sono come altrettante sbarre di una gabbia. Ho trovato la lettura di questo libro molto interessante perchè, narrando le vicende di queste donne esemplari, è facile riconoscere dinamiche nella quali magari ci si è ritrovate senza riuscire a capire la ragione del nostro malessere. E' importante riconoscere le cause, è l'unica maniera per potere poi cercare una soluzione. E' sicuramente un testo consigliato a tutte le donne.


Pensierino: Raccontate che cosa avete fatto oggi.
Svolgimento: Oggi a scuola il Duce ha parlato e ci ha detto di fare ginnastica per diventare forti, educati e pronti ad una sua chiamata per difendere la nostra grande Italia, perchè c'è la guerra.

Ambientato in Toscana tra il 1943 e il 1944, questo libro ci mostra il fascismo attraverso gli occhi di una bambina. Penny e Baby, rimaste orfane, vengono affidate al ricco zio che abita in una grande villa; mentre le sue figlie sono istruite a casa, Penny e Baby vanno a scuola insieme ai figli dei contadini e sono indottrinate come tutti. Ecco perchè Penny ama il Duce ed è contenta di essere una piccola italiana. Il suo ingenuo entusiasmo infantile, insieme a quello della sorellina e degli amici, da un lato è commovente e dall'altro è agghiacciante perchè mostra quanto sia facile fare credere qualunque cosa ai bambini. C'è però un piccolo dettaglio che rovina l'insieme: lo zio è ebreo. La conclusione è dunque inevitabile. Lorenza Mazzetti (morta quasi un anno fa) è stata anche una regista; questo romanzo è il primo di una trilogia dedicata a Penny e Baby ed è  autobiografico in quanto la Mazzetti e sua sorella gemella da bambine vennero effettivamente affidate a conoscenti (niente di meno che il cugino di Albert Einstein, Robert) e scamparono all'eccidio della famiglia. Da questo libro è anche stato tratto un film nel 2000 per la regia di Andrea e Antonio Frazzi, film che ha ricevuto un premio e alcuni candidature.


Parigi!
Nessuno aveva gridato quel nome. Era la città che se ne incaricava da sola. Il grido saliva dai muri opachi fra i quali s'andava inoltrando il treno con un continuo stridore di freni. La stazione lo inghiottiva misteriosamente.

Solitamente sono i film (e ora le serie TV) a essere tratti dai libri, ma capita anche che, se un film ha avuto molto successo, ne viene tratto successivamente un libro. E' questo il caso; I Cugini, film del 1959 considerato come uno dei primi esempi della nouvelle vague francese e vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino, è alla base di questo romanzo che però, onestamente, di vedere il film mi ha fatto passare la voglia XD La storia è quella di un giovane provinciale che va a Parigi per completare gli studi e viene ospitato dal cugino, che invece di studiare passa le giornate gozzovigliando in vari modi. Naturalmente ci sarà di mezzo pure una donna, a causa della quale si arriverà a un finale tragico. A me le storie di gente che passa la vita bevendo, drogandosi e facendo sesso quasi sempre annoiano; questo non vuole essere un giudizio morale, è solo una questione di gusti personali. Ecco perchè questa storia non mi ha trasmesso nulla se non una certa dose di tristezza e una grandissima voglia di mollare ceffoni a diversi personaggi.



Il mio nome da nubile è Naolo Nakamura. Sposandomi sono diventata Naoko Tanaka. E una volta, per un breve periodo di tempo, c'è stato un altro nome, un nome insolito che mi fu attribuito nel corso di una cerimonia non convenzionale celebrata sotto un vecchio albero carico di luci tremolanti.

Giappone, 1957. La diciassettenne Naoko s'innamora, ricambiata, di un marinaio americano e rimane pure incinta. Il problema però è che la sua famiglia, un tempo molto ricca e decaduta per via della guerra, vuole invece che lei sposi il rampollo di un importante partner commerciale. Naoko scappa di casa con la complicità della madre e si sposa con rito shintoista, ma senza documenti ufficiali; il marito però deve ripartire subito per una missione e lei, tornata a casa per via di un presentimento, si ritrova poco dopo in una clinica dove le ragazze incinte degli americani rimangono fino al parto e dove non si sa ben che fine facciano i neonati. Ispirato sia a vicende realmente accadute sia a un aneddoto famigliare, questo libro – che mi ha attirato per via dell'ambientazione giapponese – pigia un po' troppo sul melodramma per i miei gusti, e tuttavia non posso dire che non mi sia piaciuto, se non altro perchè parla di cose poco note e anche poco edificanti per i giapponesi (soprattutto) e gli americani.



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Grazie al Black Friday ho preso l'ebook di questo romanzo per la modica cifra di € 0,99. In versione originale, so what? Se sono riuscita a leggermi i tre tomi di Robin Hobb, la scusa che temo di non capire niente non regge più XD Comunque, sono stata felice di cogliere l'occasione di leggere questo libro visto che la serie mi era piaciuta; e sono stata felice anche di aver visto la serie prima, così non ci sono rimasta male. Infatti, com'era prevedibile, il libro è molto più bello. Essenziale, intenso, toccante, dritto al nocciolo del problema. Per chi non conoscesse la trama: la storia è ambientata nel 1998 a Shaker Heights, Ohio, un sobborgo residenziale di Cleveland che ha avuto l'onore di dare i natali a Paul Newman. Shaker Heights nacque come comunità pianificata all'inizio del Novecento e venne costruita seguendo criteri di omogeneità architettonica – tutt'ora rigidamente osservati. La scrittrice Celeste Ng vi ha abitato diversi anni e la descrizione che ne fa è quella di un luogo esteriormente idillico, ma che gronda conformismo e rigidità. In questo contesto si inseriscono due donne, madre e figlia, che stridono fortemente con l'ambiente; stridono soprattutto in contrasto con la famiglia Richardson, i loro padroni di casa. Elena Richardson è nata e cresciuta a Shaker Heights e ne ha assorbito il carattere; non è una persona cattiva, però vede il mondo in bianco e nero, bada alle apparenze, è convinta che le cose si possano fare in un solo modo – il suo, quello giusto – e per questo resta spiazzata da Mia Warren e dalle sue scelte di vita in netto contrasto con i suoi principi. Mia è un'artista, una ragazza madre che ha passato gli ultimi quindici anni viaggiando avanti e indietro per gli Stati Uniti senza fermarsi mai troppo a lungo nello stesso posto. Poichè gli opposti si attraggono, è inevitabile che la figlia ribelle di Elena, Izzy, si senta attratta dalla libertà che respira accanto a Mia, e che la figlia di Mia, Pearl, aneli invece alla solidità della famiglia di Elena. E' anche un romanzo sul rapporto tra genitori e figli, oltre che su come la vita si possa vivere in molti modi diversi, non solo in bianco e nero. Naturalmente ho riscontrato differenze con la serie TV che è stata innanzitutto scritta basandosi sui soliti criteri politicamente corretti, cosa che non cessa di irritarmi. Ovvero: se scrivi un testo originale puoi infilarci tutto il politicamente corretto che vuoi, ma se si tratta della trasposizione di un libro, perchè accidenti non puoi rispettare le scelte dell'autore?  Questo però è un altro discorso che qui non c'entra. Concludo dicendo che questo è davvero un gran libro.